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Alberi a rischio caduta o alberi già potati e abbattuti, quindi ‘inoffensivi’? Il dubbio riguarda le strade adiacenti il Parco Mascagna del Vomero Arenella. A farlo sorgere è la nuova interrogazione del consigliere comunale Rosario Andreozzi. L’esponente di Avs ha interpellato l’assessore al Verde, Vincenzo Santagada, e il dirigente del Servizio Progettazione e Gestione Grandi Parchi Urbani. L’iniziativa nasce a seguito di una precedente interrogazione di Andreozzi, riguardante la disciplina delle aree intorno al Parco Mascagna. Dopo la nota di risposta del Servizio Grandi Parchi Urbani, il consigliere esprime “forti perplessità in ordine alle motivazioni addotte a giustificazione della sostanziale esclusione delle aree di via Pacio Bertini, via Kaufmann e via Piccinni dal sistema unitario del Parco”.

In pratica, la gestione del parco sarebbe separata da quella del verde nelle strade circostanti, dove pure non mancano alberature. Potrebbero costituire un unicum, ma così non è. E a non convincere Andreozzi sono le ragioni di tale scelta, su cui sembra pesi la nuova classificazione delle menzionate strade, comportante una mutazione di competenza funzionale. “Desta perplessità – scrive il consigliere – il riferimento al rischio derivante dalla presenza di alberature nelle aree a ridosso della recinzione, poiché nel corso degli anni le alberature immediatamente adiacenti alle cancellate del Parco sono state progressivamente eliminate o drasticamente ridotte”. Ne consegue, secondo Andreozzi, “che il richiamo all’impossibilità di gestione per ragioni di sicurezza appare oggi largamente sproporzionato rispetto allo stato effettivo dei luoghi”. Non bisogna neanche dimenticare quanto avvenuto nel 2023, prima dell’avvio dei lavori di riqualificazione al Parco Mascagna. Ossia, l’ondata di proteste di cittadini e comitati, proprio per gli abbattimenti nell’area adiacente ai giardinetti. Da qui, l’interrogativo pressante di Andreozzi. “Piuttosto che favorire una frammentazione amministrativa del Parco – sostiene l’esponente di Avs -, gli uffici competenti dovrebbero promuovere un rafforzamento delle tutele ambientali e paesaggistiche, sostenendo l’ampliamento delle superfici verdi urbane, il recupero delle aree di connessione pedonale e la salvaguardia degli spazi pubblici mediante strumenti già storicamente utilizzati, quali catene parapedonali ed elementi di delimitazione leggera”.

A detta del consigliere, “non può sfuggire come la scelta adottata rappresenti un evidente arretramento rispetto agli indirizzi normativi e programmatici nazionali ed europei in materia di transizione ecologica, resilienza urbana e potenziamento delle infrastrutture verdi cittadine”. Si ricorda, infatti, “che: la Strategia Europea per la Biodiversità 2030 – sottolinea Andreozzi – promuove l’incremento delle superfici verdi nelle aree urbane; il Decreto Legislativo n. 34/2018 e la normativa nazionale in materia di verde urbano incentivano la conservazione e l’estensione delle aree verdi pubbliche; la Legge n. 10/2013 (“Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) pone tra gli obiettivi prioritari delle amministrazioni locali l’incremento del verde urbano e la tutela degli habitat cittadini; i principi di mitigazione climatica urbana impongono alle amministrazioni pubbliche di preservare la continuità ecologica degli spazi verdi, evitando frammentazioni amministrative e funzionali”. Per tali ragioni “appare difficilmente comprensibile che – prosegue l’interrogazione – aree storicamente considerate parte integrante del sistema del Parco Mascagna possano oggi essere escluse dal relativo perimetro funzionale mediante un semplice atto gestionale, in assenza di un preventivo confronto pubblico, di un’adeguata informazione alla cittadinanza e di qualsiasi forma di partecipazione degli utenti e dei residenti“.

Andreozzi chiede all’amministrazione comunale di conoscere “se esistano atti urbanistici, catastali o deliberativi che abbiano formalmente modificato la classificazione storica delle suddette aree”, per quali ragioni “non sia stata assicurata un’adeguata comunicazione pubblica in merito a tale scelta”. E inoltre se il Comune di Napoli intenda “riesaminare la decisione alla luce dei principi di tutela ambientale e continuità ecologica urbana”. Sulla questione interviene anche Rino Nasti, capogruppo di Europa Verde alla Municipalità 5. “Fa riflettere che nel 2026, mentre ovunque si lavora per ampliare il verde urbano e sottrarre spazio alle auto – osserva Nasti -, a Napoli si scelga di ridurre il perimetro storico del Parco Mascagna. Dopo 36 anni si compie un passo indietro che appare dettato più da esigenze burocratiche che da una visione della città”. Il consigliere verde si augura che Santagada “intervenga rapidamente per difendere il presidio ambientale e civico costituito dai vialoni del Parco Mascagna che per decenni ha rappresentato un esempio virtuoso di spazio restituito ai cittadini. I più grandi ricorderanno che tutti questi viali erano delle vere e proprie strade e dopo la storica battaglia del comitato, furono sottratte e diventate area Parco”.