Si è concluso con dieci condanne il processo celebrato con il rito abbreviato sul traffico di droga che dalla Spagna arrivava all’Italia, precisamente nel Centro agro alimentare di Napoli di Volla, in provincia di Napoli, nei camion degli alimenti e precisamente di zucche.
La gup Donatella Bove ha condannato a 6 anni e 8 mesi la 44enne spagnola Sonia Perez Alcaraz (difesa dall’avvocato Porcelli), ritenuta colei che dall’Andalusia organizzava le spedizioni di marijuana.
Sei anni a Massimo Astuto; 6 anni, 9 mesi e 20 giorni all’algerino Foued Boulkham; 6 anni, 8 mesi e 20 giorni anche per Ciro Cirino (difeso dall’avvocato Nappa); 13 anni e 5 mesi a Francesco Di Fiore (difeso dall’avvocato Stefano Montone) e Sabatino Gallo; 8 anni e 4 mesi a Renato Montefusco.
Poi 4 anni a Luigi Pagano (difeso dall’avvocato Emilio Coppola); 6 anni e 10 mesi a Angelo Pugliese (difeso dall’avvocato Nappa) e 14 anni a Giacomo Visconti (difeso dall’avvocato (Luigi Senese).
L’operazione che portò all’arresto di 17 persone risale al luglio 2025 con l’indagine della Squadra Mobile di Napoli, partita dopo l’individuazione da parte della Guardia di Finanza di Fiumicino di uno dei carichi spediti alla volta dell’Italia.
Droga nascosta tra le zucche
Uno degli indagati, che complessivamente sono 21, aveva affittato un box refrigerato nel Centro agro alimentare di Volla in cui la droga veniva momentaneamente stoccata.
In un’occasione la sostanza stupefacente, hashish, venne occultata tra le zucche a bordo di un autoarticolato guidato da un conducente anch’egli spagnolo.
Sul territorio nazionale il trasferimento veniva tenuto sotto controllo grazie a un sistema di rilevazione satellitare, nascosto nel carico di copertura.
Questo inviava costantemente messaggi sms sull’utenza cellulare di colui che era, tra l’altro, incaricato di monitorare il viaggio.
Il collegio difensivo era composto, tra gli altri, dagli avvocati Senese, Montone, Nappa e Porcelli. La giudice ha escluso la transnazionalità dei reati contestati.





















