“Dopo oltre quarant’anni di attesa, segnati da continui interventi precari che hanno ridotto la carreggiata a una sequenza infinita di toppe d’asfalto (come ampiamente documentato dalle immagini allegate), l’avvio dei cantieri si sta trasformando in una beffa. Con l’apertura delle attività di rifacimento, è emerso infatti che il nuovo manto stradale coprirà appena il 50% della larghezza della carreggiata.
Un intervento che appare privo di ogni logica tecnica e urbanistica, considerando che le strade in questione hanno una larghezza complessiva estremamente ridotta, pari a circa 3 metri.
Asfaltare “a metà” vie così strette non rappresenta solo uno schiaffo al decoro di una zona della città, ma rischia di configurarsi come un grave errore di valutazione o una clamorosa difformità progettuale. Dividere in due la carreggiata, lasciandone una parte nuova e l’altra visibilmente deteriorata, compromette la sicurezza della viabilità, mette a rischio l’incolumità dei pedoni e vanifica l’efficacia stessa dell’investimento di denaro pubblico.
È fondamentale che venga effettuato un sopralluogo ispettivo immediato per verificare la conformità del progetto e per bloccare un’esecuzione dei lavori che appare del tutto inadeguata.
I cittadini pretendono semplicemente che i lavori pubblici vengano eseguiti con criterio, completezza e dignità. Si auspica una pronta variante in corso d’opera affinché l’asfalto venga steso sull’intera larghezza della sede stradale, mettendo la parola fine alla fallimentare politica dei micro-interventi tampone”.




















