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Dragaggio a Bagnoli, l’Asl Napoli 1 invoca chiarimenti da Struttura commissariale e Invitalia. Una nota trasmessa l’otto luglio chiede, a ciascuno per la rispettiva competenza, di documentare due aspetti delle operazioni in atto. Il primo è una relazione “che dimostri la conformità delle attività di dragaggio in corso al progetto approvato, con particolare riguardo alle modalità di scavo ed alla relativa strumentazione impiegata (tipologia di benna/draga), nonché ai dispositivi di mitigazione e contenimento della diffusione degli inquinanti e della torbidità (panne antitorbidità/silt curtain ed ogni ulteriore presidio prescritto)”. Il secondo approfondimento riguarda gli esiti del piano monitoraggio della diffusione degli inquinanti, condotto in corso d’opera, con indicazione dei parametri controllati, nonché degli eventuali superamenti riscontrati rispetto ai valori di riferimento.

La richiesta arriva dal Dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria, e dalle sue Unità igiene e sanità pubblica e Tutela delle acque e ambiente. A originare l’iniziativa, una segnalazione del consigliere comunale Gennaro Esposito, allertato dai residenti di Bagnoli. Un video, in particolare, è fonte di “perplessità in ordine alle modalità esecutive dei
lavori di dragaggio dei fondali”. Come sintetizza l’Asl, le immagini indurrebbe a pensare che “l’estrazione dei sedimenti avverrebbe con modalità tali da determinare la caduta e la dispersione in acqua dei materiali dragati, in assunta difformità rispetto a quanto rappresentato in sede di Commissione Comunale circa l’impiego di benne di dragaggio sigillate”.

Nella nota di Esposito, inviata anche all’Arpac, “si dà altresì atto di dichiarazioni pubbliche secondo cui i sedimenti dei fondali interessati presenterebbero rilevante contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorobifenili (PCB) e metalli pesanti”. L’Asl invita il Commissario Straordinario per le bonifiche, Gaetano Manfredi, ed Invitalia ad adottare, “ove dagli esiti del monitoraggio dovessero emergere condizioni di potenziale pericolo, ogni provvedimento necessario ed urgente a tutela della salute pubblica, dandone contestuale comunicazione a questa Azienda”. Gli stessi “dovranno, in ogni caso, garantire che le operazioni di dragaggio dei fondali siano condotte in conformità alle previsioni del progetto approvato e, comunque, eseguite con modalità tali da non determinare potenziali danni per la salute pubblica e per l’ambiente”. Non si conosce, al momento, l’eventuale risposta.