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Un presidio davanti all’Arpac, per chiedere i dati sul dragaggio a Bagnoli. A organizzarlo, venerdì 15 maggio (ore 12), è la rete sociale No Box – Diritto alla città. Gli attivisti si ritroveranno davanti alla sede dell’agenzia, a Poggioreale, per chiedere di essere ricevuti dalla Direzione. L’obiettivo: ottenere informazioni sulle operazioni in corso sui fondali del sin Bagnoli-Coroglio.

Da un paio di settimane, a mare sono iniziate le operazioni di dragaggio. Un intervento previsto dal progetto di bonifica, ma anticipato per l’America’s Cup. “Eppure – sottolinea un nota dei No Box – tutti i vari inquinanti presenti in essi (ipa, pcb, composti organostannici, diossine e furani) in percentuale molto elevata si sarebbero dovuti liberare nel mare e nell’aria e quindi dovrebbero essere rilevati dall’Arpac qualora venissero effettivamente monitorati dalla stessa“. La ragione della mobilitazione è questa, in via preliminare. “Non sappiamo se questo avviene – affermano gli attivisti -, di sicuro sappiamo che l’Arpac non ha mai reso pubblici questi dati”.

Il dubbio genera inquietudine, come sempre. “La preoccupazione tra i cittadini – spiega la nota -, non solo gli abitanti di Bagnoli, è tanta“. All’agenzia ambientale si chiedono rassicurazioni, dunque. La conferma di un monitoraggio in corso, quindi i dati. Cosa non semplice, a quanto racconta la rete No Box. “Il 10 aprile scorso – sostengono gli attivisti – abbiamo inviato una pec contenente una richiesta di monitoraggio delle sostanze sopra indicate ma non ci è pervenuta alcuna risposta”. Ecco perché si invitano a presenziare al presidio tutti i comitati, le associazioni ed i cittadini in lotta da mesi a Bagnoli.