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Calcinacci caduti dalla facciata del Teatro San Carlo, il geologo Riccardo Caniparoli lancia l’ipotesi vibrazioni della Linea 6, di cui un tratto in galleria passa nei pressi del Massimo napoletano. Caniparoli, consigliere di Italia Nostra, chiede dunque un’indagine vibrometrica per approfondire la questione. Dello stesso avviso anche il Comitato Portosalvo e la “nuova Assise di Palazzo Marigliano”  con i fratelli Carlo e Francesco Iannello; Marì Muscarà; Valeria Di Lorenzo; Sergio Marotta; Giulio Pane e altri. Tutti quanti sottolineano che l’episodio “segue precedenti e misteriosi distacchi avvenuti tempo fa alla chiesa di Santa Brigida – afferma una nota -; al porticato di Piazza Plebiscito e al cedimento del manufatto del Compianto di Monteoliveto preceduti dal tragico crollo di Palazzo Guevara alla riviera di Chiaia del marzo 2013 successivamente attribuito dalla Magistratura proprio ai lavori della medesima metropolitana“. Sì invoca perciò l’indagine vibrometrica sul “delicato percorso della Linea 6, che attraversa l’area monumentale della città – aggiungono – per scongiurare danni o nuovi accadimenti che possano pregiudicare la statica degli edifici storici sovrastanti e soprattutto la sicurezza dell’incolumità pubblica”. 

Il crollo si è verificato il 13 luglio, con il distacco della corona della statua di Partenope. Il frammento è rimasto incastrato nel braccio della scultura, senza precipitare sulla strada. Su quanto sostiene Caniparoli, non si registrano riscontri all’Anm, gestore della linea metropolitana. All’azienda dei trasporti, interpellata da Anteprima24, non risultano segnalazioni in merito. Circa la richiesta di accertamenti tecnici, dall’Anm suggeriscono di rivolgersi agli enti preposti, a partire da Protezione Civile e Vigili del fuoco.

“Il San Carlo è il più antico teatro lirico del mondo, ha  ormai più di 200 anni – premette il geologo -.
Ed è di proprietà del comune di Napoli. L’amministrazione dovrebbe ricordarsi di questa cosa e fare di tutto per preoccuparsi di conservare questo gioiello che è un vanto della città”. Sull’origine dei periodici danni alla struttura, Caniparoli non mostra dubbi. “La risposta la so, però nessuno la vuole dire – sostiene -: Perché è stata costruita la galleria nella linea 6 della metropolitana, che ci passa sotto, o nelle vicinanze, oppure nel cono rovesciato della proiezione della galleria”. A nulla varrebbe l’obiezione dei treni della linea 6. Sono infatti concepiti in scala ridotta, per renderli compatibili con gli spazi, progettati negli anni ’80. “Sono trenini – spiega lo studioso -, ma già con questi trenini piccoli della metropolitana si hanno delle vibrazioni tali che creano dei problemi alla struttura”. Insomma, per Caniparoli il problema esiste: e bisogna provvedere. “Perché non fare un’indagine vibrometrica e – si chiede – mettere dei sensori sull’edificio, e verificare ogni qual volta passa il treno quali sono le sollecitazioni che si hanno sulla struttura?“.  Sperando risponda qualcuno degli interessati, in tempi ragionevoli.