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Per la seconda volta in tre anni si è vista bloccare la Postepay senza ricevere spiegazioni sui tempi necessari per risolvere la situazione. È la vicenda denunciata da Florence Omorogieva Serraino, cittadina italiana nata in Nigeria e residente a Pozzuoli, che parla di una situazione “offensiva e discriminatoria”.

Secondo quanto raccontato dalla donna, il blocco sarebbe stato motivato da presunti controlli di sicurezza già emersi nel 2023, quando la sua carta era stata sospesa per ragioni legate alla normativa antiriciclaggio. Anche questa volta, recatasi all’ufficio postale di Lago Patria, gli operatori avrebbero tentato invano di sbloccare la carta, senza però riuscire a risolvere il problema.

“Mi sento offesa e discriminata”, ha dichiarato Florence, spiegando di avere tutti i propri rapporti bancari affidati a Poste Italiane, dal conto corrente all’assicurazione fino alla carta di credito. La donna lamenta soprattutto l’assenza di informazioni sui tempi necessari per il ripristino del servizio.

Dopo aver ottenuto in contanti le somme presenti sul conto, Florence si è rivolta ai Carabinieri per segnalare l’accaduto. Racconta inoltre che, manifestando l’intenzione di rendere pubblica la vicenda come già avvenuto nel 2023, si sarebbe sentita rispondere: “Fate come volete”.

Il caso riaccende il dibattito sulle procedure di controllo adottate dagli istituti di pagamento e sulle conseguenze che queste possono avere per gli utenti coinvolti. Al momento non risultano dichiarazioni di Poste Italiane sulla vicenda.