Adesso è nero su bianco: Abc Napoli si trasforma da azienda speciale in società per azioni. La scelta è stata deliberata il 24 luglio dalla giunta di Palazzo San Giacomo. La decisione era annunciata da tempo, tra le ripetute proteste dei comitati per l’acqua pubblica. Ne reca traccia già il documento unico di programmazione, approvato lo scorso 29 gennaio dal consiglio comunale. “All’interno della sezione operativa, nella parte relativa al piano di riassetto degli organismi partecipati – riporta la delibera di giunta – ha previsto di “individuare la più adeguata forma giuridica di Abc Azienda Speciale ai fini della conferma da parte dell’E.i.c. (Ente idrico campano, ndr) dell’affidamento in house della gestione del ciclo idrico integrato nel territorio cittadino”, alla luce del decreto legislativo 201/2022. Ossia il decreto Draghi sul riordino dei servizi pubblici locali.
Proprio questa discussa norma è citata dalla delibera quale premessa alla modifica di Abc. Secondo i fautori, ne imporrebbe il cambio di forma societaria. Idea non condivisa dai comitati, richiamando un parere del costituzionalista Alberto Lucarelli. Nell’interpretazione del giurista della Federico II, anche mantenendo l’azienda speciale si potrebbe riaffidare ad Abc il servizio idrico integrato, la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2027.
In modo opposto pensa la giunta Manfredi. Per il Comune, il decreto Draghi “all’articolo 14 comma 1 lettera d), ha escluso dalla gestione dei servizi pubblici economici a rete quelle aziende organizzate mediante la forma giuridica di aziende speciali”. La delibera sottolinea che L’Ente idrico campano, cui spetta l’affidamento del servizio, nel novembre 2023 ha interpellato l’Agcm. l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha risposto di “attivarsi per tempo al fine di individuare una modalità di gestione del servizio idrico integrato e procedere al relativo affidamento in conformità alle disposizioni” del decreto Draghi. La Convenzione che disciplina il servizio, inoltre, “prevede che l’Ente di governo d’ambito è tenuto ad avviare la procedura di individuazione del nuovo soggetto gestore almeno 18 mesi prima della scadenza naturale della convenzione”. Sarebbe a dire il 30 giugno scorso. La delibera di giunta assicura: nella nuova spa “non è prevista alcuna partecipazione diretta di capitali privati richiedendosi la partecipazione pubblica totalitaria”. La denominazione della società sarà Abc – Acqua Bene Comune Napoli S.p.A. Società Benefit. Il capitale sociale è di 53.3 milioni di euro. Corrisponde al fondo di dotazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2024 dell’Azienda Speciale, ultimo bilancio approvato dal Consiglio Comunale. Ma dietro l’angolo ci sono altre proteste. Contro l’approdo alla spa anche Federconsumatori Campania. “L’acqua non è una merce, non è un fattore di guadagno economico – dichiara il presidente Giovanni Berritto -: il referendum del 2011 non ha chiesto agli italiani di gestire l’acqua con capitale pubblico, ha chiesto di sottrarla al mercato”.



















