Il Questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, ha salutato oggi, un incontro che si è svolto presso la prefettura di Salerno, la stampa e la città di Salerno, tracciando un bilancio dei quattro anni trascorsi alla guida della Questura.
Un commiato intenso, personale, a tratti emozionato, nel quale ha intrecciato ricordi, riflessioni e un appello diretto alla comunità.
“Da piccolo ho sognato di fare lo sbirro”, ha detto con un sorriso, rivendicando con orgoglio un percorso costruito “con sacrificio e impegno”, fino a diventare Commissario di Polizia e dirigere le Questure di Cosenza, Campobasso e, infine, Salerno.
“Qualcuno mi ha definito lo sbirro dal volto umano, e non ha sbagliato”, ha aggiunto, sottolineando il valore dell’ascolto come cardine del suo modo di intendere la sicurezza.
Conticchio ha ricordato il rapporto con i cittadini salernitani, “sempre pronti ad avanzare istanze con educazione e garbo”, e ha insistito sulla responsabilità condivisa tra istituzioni e comunità: “Se il cittadino si lamenta dell’extracomunitario molesto davanti al supermercato o del giovane che disturba il sabato sera, significa che abbiamo fallito la nostra missione. Chi ha ruoli di responsabilità deve ascoltare”.
Da qui il suo appello più forte: “Abbattiamo la cultura dell’indifferenza”.
“Vedere una donna picchiata per strada, una persona che cade e ha bisogno di aiuto, e girarsi dall’altra parte… non è accettabile. La sicurezza è un diritto, ma è anche un dovere collettivo”.
Il Questore ha poi richiamato il ruolo delle famiglie, spesso “distratte da mille impegni”, invitando a cogliere i segnali di disagio dei figli e a utilizzare gli strumenti disponibili, dal dialogo al supporto psicologico: “Non basta mettere le mani nelle tasche, bisogna parlare, capire, intervenire prima che la frittata sia fatta”.
Sul piano operativo, Conticchio ha rivendicato un bilancio positivo, fondato su una “intesa perfetta con il Prefetto” e su un lavoro di squadra con Carabinieri e Guardia di Finanza: “Abbiamo messo in campo tutti gli strumenti per garantire maggiore sicurezza. Il cittadino ha diritto alla sicurezza, noi abbiamo il dovere di offrirla”.
Tra i ricordi più intensi, il Questore ha citato “il sorriso ritornato sul volto di persone che hanno subito violenza”, definendolo “il risultato più prezioso” della sua esperienza .
Nella serata di ieri, sempre presso la Prefettura, si è tenuto anche il saluto ufficiale alle autorità. Un momento istituzionale che ha completato la giornata dei commiati, segnando la fine del suo mandato e l’avvio del passaggio di consegne. Da lunedì al suo posto si inserirà il primo questore donna della storia di Salerno. Si tratta di Olimpia Abbate.



















