Per i parchi dell’area nord sono in arrivo i fondi Iresa, derivanti dall’imposta regionale sulle emissioni acustiche, per compensare i disagi dei rumori nei territori vicini agli aeroporti. Ma in commissione comunale Verde e Salute riemerge il caso del parco “Ciro Esposito” di Scampia, sollevato lo scorso aprile da Anteprima24, raccogliendo la denuncia del progettista Enzo Russo. Nell’area, chiusa da 4 anni, è già in corso un intervento di riqualificazione, finanziato da fondi della Città Metropolitana. Russo però segnala presunte difformità tra i lavori e il progetto validato e appaltato.
Commissione
A rispolverare la vicenda è ora il consigliere Gennaro Esposito. “Ritengo doveroso richiamare l’attenzione della Commissione – dichiara il consigliere di opposizione – sulla situazione del Parco Ciro Esposito di Scampia, alla luce della documentazione acquisita, delle segnalazioni formulate dall’Architetto Russo, progettista dell’intervento originario, e dei recenti atti adottati dal Comune di Napoli per l’esecuzione di ulteriori lavori finanziati mediante fondi Iresa.
L’Architetto Russo ha denunciato in più occasioni presunte difformità rispetto al progetto validato ed appaltato, l’utilizzo di materiali ritenuti non conformi alle caratteristiche progettuali, interventi eseguiti non a regola d’arte sui muri in tufo, ritardi nell’esecuzione e il mancato rispetto dell’organizzazione del cantiere in due fasi prevista per consentire la fruizione parziale del parco da parte dei cittadini“. Secondo Esposito, “dalla documentazione esaminata non risulta che tali segnalazioni siano state oggetto di una formale istruttoria conclusa né appare documentato l’avvio di un procedimento specifico di accertamento tecnico-amministrativo volto a verificare la fondatezza delle contestazioni”.
Fondi
Considerando il nuovo intervento con i fondi Iresa, previsto da una delibera di giunta, Esposito chiede che il dirigente competente compia una serie di azioni. Vale a dire: una verifica tecnica completa dello stato dei luoghi; una ricognizione fotografica e documentale asseverata; il confronto tra progetto approvato, opere contabilizzate e opere effettivamente eseguite; una relazione tecnica che accerti l’eventuale presenza di difformità, carenze esecutive o danni al patrimonio comunale; l’acquisizione delle osservazioni di Russo, in qualità di progettista dell’intervento originario. Alla Commissione invece, il consigliere chiede di ascoltare il dirigente del Servizio Progettazione e Gestione Grandi Parchi Urbani.
L’audizione dovrebbe vertere su alcune domande, tese a chiarire certi aspetti. Come appurare se siano stati eseguiti verifiche sulle contestazioni, elevati rilievi all’impresa esecutrice o alla direzione lavori. Oppure se sia stato aperto un procedimento di accertamento. Esposito chiede anche quali misure si intendano adottare “per preservare gli elementi oggetto delle contestazioni prima dell’avvio dei lavori finanziati con fondi Iresa”.
Verifiche
“Qualora dalle verifiche dovessero emergere lavori non conformi, maggiori oneri a carico dell’ente, interventi inutili o ripetuti, ovvero spese non coerenti con gli obiettivi del progetto finanziato – afferma il consigliere -, si chiede che l’Amministrazione valuti la trasmissione degli atti agli organi competenti e, ove ne ricorrano i presupposti di legge, anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti per le valutazioni in ordine all’eventuale sussistenza di un danno erariale”. La richiesta di valutare l’invio degli atti alla magistratura erariale, peraltro, è rivolta anche alla presidente di Commissione, Fiorella Saggese. Inoltre, Esposito invoca un confronto in commissione tra Russo e l’attuale Direzione dei Lavori. “Tenuto conto del fatto che – precisa – allo stato manca il quadro comparativo tra i lavori appaltati e la variante”.


















