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La giunta regionale mette mano al Puad (Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo), apportando modifiche al testo approvato due anni fa dal consiglio, durante l’amministrazione De Luca. Resta invariata al 30% la soglia minima di spiagge libere e gratuita fruizione, come disposto dalle Prescrizioni generali (articolo 3 lettera a). La delibera di giunta, approvata ieri 24 settembre, stabilisce di differire l’attivazione dei poteri sostitutivi nei confronti dei Comuni, inadempienti all’obbligo di adottare il proprio Piano Attuativo di Utilizzazione (Pad), o di adeguarlo al Puad regionale. Di conseguenza, la Regione decide di non procedere alla nomina dei Commissari ad acta, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti dell’ente locale.

Già nella precedente legislatura (luglio 2025), il consiglio regionale aveva esteso da 90 a 240 giorni il termine per l’attivazione dei poteri sostitutivi. Il quadro è rimasto però difficoltoso. “Le attività di monitoraggio, le audizioni tecniche e l’istruttoria per la verifica di conformità regionale – spiega la delibera – hanno evidenziato una situazione significativamente eterogenea dei procedimenti comunali e difformità applicative nella formazione e approvazione dei Pad“. Secondo la Regione, “le criticità riguardano, in particolare, il rapporto del Pad con la pianificazione urbanistica, l’acquisizione dei pareri prescritti, il coordinamento con la disciplina della Valutazione Ambientale Strategica (Vas), le modalità di partecipazione e pubblicità nonché la destagionalizzazione”. Pertanto, in considerazione “della diversa fase di avanzamento dei procedimenti comunali, risulta necessario – afferma la delibera – assegnare ai Comuni costieri un termine transitorio, uniforme e decorrente da una data certa, entro il quale effettuare la verifica di conformità e gli eventuali adeguamenti, facendo salvi gli atti e le attività già legittimamente espletati sulla base della disciplina vigente”. Il termine assegnato ai comuni è ora di 120 giorni, decorrente dalla data di pubblicazione sul Burc dell’atto di approvazione definitiva delle modifiche al Puad. Dal perimetro del provvedimento è però escluso il Comune di Napoli, fino al trasferimento dall’Autorità di Sistema Portuale a Palazzo San Giacomo della competenza nella gestione delle aree di demanio marittimo. Per l’avvocatura regionale, infatti, “non sussistono i presupposti per esercitare il potere sostitutivo” né nei confronti del Comune di Napoli né nei confronti dell’Adsp, “non rientrando quest’ultima tra i soggetti tenuti alla redazione del Pad”.

Cosa cambia nel Puad della Campania, allora? Dalle prescrizioni generali, parlando delle “altre superfici demaniali utilizzabili a fini di balneazione” – tra cui rientrano le scogliere – sparisce il pronome “altri”. Anche qui, la percentuale di fruizione libera resta al 30%. Nel testo compare adesso un articolo 8 bis, con cui si cerca di armonizzare il Pad non solo col Puad, ma anche con il Puc: deve infatti essere “in conformità” con il Piano Urbanistico Comunale. Inoltre, i Comuni sono tenuti ad assoggettare il Pad a Valutazione Ambientale Strategica (Vas), ma solo “in assenza di strumento urbanistico generale vigente già dotato di Vas”. Novità anche per l’ordinanza balneare, riguardo l’aspetto della stagionalità. Con l’attuale disciplina, spetta all’ente locale prevedere la destagionalizzazione dell’utilizzo del demanio marittimo, per finalità turistico ricreative. Col nuovo testo, tale potere viene assegnato agli gli enti gestori del demanio marittimo. Vale a dire agli stessi Comuni, se è avvenuto il trasferimento di competenza. L’eccezione, allo stato, rimane sempre il Comune di Napoli. A valle, ovviamente le modifiche al Puad saranno operative solo con l’ok in consiglio regionale. A monte, la giunta annuncia “ulteriori adempimenti partecipativi”, prima di approvare i ritocchi. Cioè le osservazioni previste da legge regionale, entro 120 giorni dall’entrata in vigore, di enti pubblici, associazioni e cittadini.