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In primo grado era stato condannato a quattro anni di reclusione. In appello è arrivata l’assoluzione per non imputabilità.

La Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza nei confronti di D.P., di Moiano, classe 1985, dopo che la consulenza disposta nel secondo grado di giudizio ha riconosciuto la sua totale incapacità al momento dei fatti. L’uomo era accusato di rapina aggravata, tentata rapina, furto e lesioni per episodi avvenuti tra Airola e Montesarchio. Nel marzo 2024 era stato sottoposto anche agli arresti domiciliari. Il Tribunale collegiale di Benevento lo aveva successivamente condannato, disponendo, oltre alla pena detentiva, una misura di sicurezza della durata di un anno.
Nel giudizio d’appello la difesa è stata assunta dall’avvocata Giovanna Coppola, che ha depositato una consulenza medico-legale di parte a sostegno della totale incapacità dell’imputato nel momento in cui erano stati commessi i fatti. La Corte d’Appello di Napoli, presieduta dal dottor Vargas, ha accolto la richiesta di approfondimento della difesa e nominato un proprio consulente, il dottor Scarallo. Anche quest’ultimo ha concluso per la totale incapacità al momento dei fatti, riconoscendo invece la capacità dell’imputato di partecipare al processo e la sua non pericolosità. È su queste conclusioni che si fonda la decisione di secondo grado: assoluzione per non imputabilità e revoca della misura di sicurezza, che avrebbe dovuto essere eseguita dopo la pena.