Tempo di lettura: 2 minuti

Quattro scosse di terremoto sono state registrate nella notte di domenica 18 ottobre nell’area di Cusano Mutri, in provincia di Benevento. Gli eventi sismici, rilevati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), si sono verificati nell’arco di circa due ore e mezza, con magnitudo comprese tra 2.0 e 2.6. La sequenza ha interessato il territorio a ovest del centro abitato, nel comprensorio del Matese, area dell’Appennino meridionale caratterizzata da una nota attività sismica.

Secondo i dati pubblicati dall’INGV, il primo terremoto della sequenza localizzata a Cusano Mutri è stato registrato alle 1:13, con una magnitudo di 2.3 e un epicentro a circa 4 chilometri a ovest del comune sannita. La profondità è stata stimata in circa 17 chilometri.

Un secondo evento, di magnitudo 2.6, è stato rilevato alle 2:02, con epicentro a circa 5 chilometri a ovest di Cusano Mutri e una profondità di circa 16 chilometri.

Alle 2:23 è stata registrata una terza scossa, di magnitudo 2.0, localizzata a circa 3 chilometri a ovest del paese, a una profondità di 11 chilometri. L’ultimo dei quattro eventi riportati nella lista INGV si è verificato alle 3:49, con magnitudo 2.2 ed epicentro a circa 2 chilometri a ovest di Cusano Mutri. L’ipocentro è stato individuato a una profondità di circa 16 chilometri.

Le scosse, in realtà, sarebbero nove ma alcune non hanno raggiunto una magnitudo tale da considerarle sensibili.

La sequenza si inserisce in una notte caratterizzata da ulteriori movimenti tellurici nell’area del Matese, al confine tra le province di Benevento e Caserta. Poco prima, alle 00:40, era stata registrata anche una scossa di magnitudo 2.6 con epicentro a circa 4 chilometri a nord-est di Gioia Sannitica, in provincia di Caserta, a una profondità di circa 14 chilometri.

La successione degli eventi ha interessato quindi un’area relativamente circoscritta tra il territorio casertano e quello beneventano. Al momento, i dati sismologici consentono di ricostruire orari, magnitudo e localizzazione degli eventi, ma non permettono da soli di stabilire se le scosse siano state avvertite dalla popolazione. L’area del Matese è sottoposta al monitoraggio della rete sismica nazionale.