Tempo di lettura: 3 minuti

È bastato guardare ieri sera il volto di mister Floro Flores per capire di essere tornati esattamente al post-gara contro il Vicenza, quando i giallorossi si fecero rimontare due gol nel finale dopo aver dominato in lungo e in largo. Il copione si è ripetuto quasi in maniera fedele anche contro il Catanzaro, innescando un’amarezza incredibile per quello che poteva essere e non è stato. Alla Strega mancano quattro punti: un’enormità nel bilancio di una stagione. Ma è del tutto inutile, adesso, piangersi addosso. Meglio concentrarsi su ciò che serve per evitare che episodi simili si ripetano, perché questa squadra deve imparare ad azzannare le partite.

Il filo conduttore di queste prime nove giornate è stato un Benevento sempre propositivo, con l’atteggiamento di una big, solido e capace di giocarsela contro chiunque. In alcune circostanze, però, alla Strega sono mancati i dettagli, come nelle tante ripartenze sprecate ieri sera, quando il Catanzaro aveva gettato nella mischia un plotone di attaccanti e davanti ai giallorossi si aprivano praterie. L’errore ci sta, fa parte del calcio, ma in alcuni frangenti la sensazione è stata quella di voler cercare a tutti i costi la giocata più bella, anziché essere pragmatici e badare al sodo.

Ferocia

Questa squadra, è banale dirlo, “non è il Real Madrid e non deve vincere tutte le partite 5-0″, come ha spiegato ieri sera in conferenza stampa un rammaricato Floro Flores. Tutto vero e condivisibile. Ma quando l’avversario è a un passo dal baratro, bisogna azzannarlo con la ferocia che richiede il campionato di Serie B. Di fronte a un Catanzaro in grande affanno e mai realmente pericoloso, forse la squadra, inconsciamente, ha pensato troppo presto che il più fosse fatto. Al 92’, su quella palla respinta, la tensione della Strega si è allentata, gettando alle ortiche altri due punti che sarebbero stati meritatissimi.

Concetti ribaditi anche dal capitano Scognamillo davanti ai microfoni: “Una difficoltà nella gestione del risultato? Sicuramente dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. È già la seconda gara che veniamo raggiunti. Bisogna essere più concentrati. Ripartenze gestite male? Ci è mancato di chiudere la partita. Bisogna essere più cinici per non perdere punti preziosi”. Parole di chi la Serie B l’ha vissuta per tanti anni da protagonista e sa perfettamente che basta un dettaglio per compromettere quasi tutto.

Carte in regola

Un po’ di braccino corto per una neopromossa con tanti esordienti in B è fisiologico. E questo non può certo offuscare il cammino finora eccellente del Benevento, che ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per conquistare la salvezza, obiettivo dichiarato a inizio stagione. A guardare la targa dei giallorossi ci sono autentiche corazzate, costruite senza badare a spese per puntare alla promozione in Serie A.

La strada, insomma, è quella giusta, ma per percorrerla fino in fondo servirà un salto di maturità: perché giocare da grande è importante, ma imparare a vincere da grande lo è ancora di più. E il Benevento, se vuole trasformare le ambizioni in realtà, deve cominciare proprio da qui: meno rimpianti, più cinismo e la ferocia di chi non vuole lasciare per strada nemmeno un punto.