Prendi una strada e uno slargo a caso dove opera indisturbato per quasi l’intera giornata un parcheggiatore abusivo. C’è la sedia dove ogni tanto si riposa e un angolo dedicato dove ripone le sue cose: borsa, merenda e acqua. Lui gestisce la sosta nonostante ben quattro lati delle strade siano assoggettati al pagamento della tariffa delle strisce blu dell’Anm. Attento, scrupoloso e molto efficiente. Indica agli automobilisti dove sostare e, con gesti da maestro d’orchestra, guida il parcheggio affinché non si sprechino centimetri preziosi. È il suo lavoro, anche se illegale, però riconosciuto da chi in queste strade ci vive; tanto è vero che, dopo aver sistemato la propria macchina, si avvicinano, pagano, ringraziano e vanno via.
Anteprima24 vuole capire se esiste una sorta di accordo che si può stabilire con questo guardamacchine: fingiamo di abitare nei pressi e di avere un problema con l’auto nuova. Il garage costa troppo e quindi chiediamo se esiste la possibilità di una sorta di abbonamento che ci consenta di lasciare l’auto in un posto preassegnato e godere della tranquillità che nessun malintenzionato si avvicini per prelevare pezzi della carrozzeria o, addirittura, per rubarla. L’addetto alla sosta illegale, gentile e comprensivo, subito si mette a disposizione. Per la somma di 30 euro al mese — quindi un euro al giorno —, l’auto avrà un posto riservato fisso. Se esci al mattino o al tardo pomeriggio non c’è problema, perché lui il guardamacchine lo fa con abnegazione e professionalità dalle 6 del mattino fino alle ore 21.

E se torniamo indietro e gli chiediamo se corriamo qualche rischio, visto che la tabella è chiara sulle tariffe dell’Anm per la sosta a pagamento, lui ci risponde che non c’è nulla da temere: la nostra vettura sarà parcheggiata in un’area senza strisce blu perché è una zona dove da anni c’è un contenzioso tra dei condomini privati e lo stesso Comune di Napoli. Insomma, approfittando della situazione, lui si è appropriato dell’area e gestisce un centinaio di posti auto. Chiaramente la sua attività si svolge anche nelle strade limitrofe dove queste sono contrassegnate, invece, dalle strisce blu.
È lo spaccato dell’industria della sosta illegale a Napoli. Un’industria storica che vede occupate circa tremila persone che ogni giorno si prendono cura delle auto dei partenopei. C’è da dire che non bisogna far di un’erba un fascio: c’è il buono e il malamente. Tutti, però, partono da un piano comune: si tratta di un lavoro illegale. Un fenomeno che rappresenta una piaga cronica e profonda, strettamente legata alla sicurezza urbana e all’ordine pubblico, poiché, nonostante i ripetuti blitz delle forze dell’ordine e l’inasprimento dei controlli, l’attività continua a radicarsi capillarmente sul territorio, alimentata spesso da dinamiche estorsive sempre più aggressive e da un giro d’affari milionario che muove intere economie sommerse.
I dati raccolti da Anteprima24 ci raccontano un esercito di circa 3.000 parcheggiatori abusivi stanziali operativi a Napoli e provincia, un numero cresciuto notevolmente rispetto alle 2.400 unità degli anni precedenti, capaci di generare un business complessivo che supera i 100 milioni di euro all’anno di profitti totalmente in nero. Sul piano individuale, un singolo abusivo che presidia zone strategiche o quartieri della movida arriva a incassare tra i 2.000 e i 7.000 euro al mese, garantendosi una redditività che in molti contesti supera persino i guadagni derivanti dal piccolo spaccio di droga.
L’attività illecita si fonda su un vero e proprio “tariffario” parallelo che muta a seconda della zona, del giorno della settimana e degli eventi in corso: nelle aree popolari e periferiche le richieste partono da una base di 2 euro all’ora o a sosta, mentre nel Centro Storico e sul Lungomare le cifre oscillano tra i 5 e i 15 euro a sosta in punti nevralgici come Piazza Cavour, il Maschio Angioino, il borgo Santa Lucia (dove si appropriano anche delle strisce blu), via Sedile di Porto e via Oberdan. Nelle zone della movida e nei fine settimana al Vomero o a Chiaia le tariffe salgono stabilmente a 15-20 euro a sosta, così come durante i grandi eventi e le partite del Napoli a Fuorigrotta nei pressi dello stadio Maradona, del Palapartenope, del Parco Lauro, di via Cupa Cintia e Viale Kennedy (dove i prezzi lievitano ulteriormente, senza dimenticare l’area dei locali di Coroglio e i cinema di Viale Giochi del Mediterraneo), non risparmiando nemmeno i poli sanitari come il Clinic Center e l’ospedale San Paolo, dove pazienti e familiari in momenti di fragilità vengono presi di mira con richieste tra i 2 e i 5 euro.
Da tempo il fenomeno ha superato la dimensione del semplice servizio non richiesto: c’è una deriva violenta caratterizzata da metodi intimidatori e camorristici. Chi si rifiuta di pagare va incontro a minacce verbali, aggressioni fisiche e danneggiamenti all’autovettura come rigature sulla carrozzeria, specchietti rotti, tergicristalli spezzati o pneumatici squarciati, dove la classica frase “Dottò, lasciami qualcosa così te la guardo io” sottintende la minaccia che nessuno proteggerà il veicolo in caso di mancato versamento. Inoltre, molti parcheggiatori agiscono da “specchiettisti” o basisti per la microcriminalità, segnalando ai complici auto con componenti di valore da smontare rapidamente — come fari a LED, volanti multifunzione, navigatori o marmitte catalitiche — oppure trasformano la zona presidiata nel teatro per la truffa dello specchietto.
Sul fronte del contrasto, l’attività dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato viaggia a una media costante di circa 2 denunce al giorno, con oltre 226 denunce nei soli primi tre mesi e mezzo dell’anno e più di 320 nel periodo estivo, mentre le inchieste della Procura contro i clan camorristici testimoniano spesso la regia della criminalità organizzata che gestisce le strade come veri e propri feudi, come ha più volte denunciato il deputato Francesco Emilio Borrelli. Tuttavia, il sistema sanzionatorio si scontra con ostacoli insormontabili, dato che oltre il 70% dei soggetti fermati risulta già recidivo e quasi il 95% delle sanzioni amministrative pecuniarie non viene mai incassato a causa della formale nullatenenza degli abusivi, i quali spesso beneficiano contemporaneamente di esenzioni fiscali e sussidi statali a carico della collettività, rendendo inefficaci le risposte economiche e spingendo le forze dell’ordine a optare per la denuncia penale per estorsione.
Dicevamo: una vera piaga che spesso è tollerata e percepita come “normale” da molti napoletani che, per quieto vivere, sborsano la cifra e spesso lasciano le chiavi della propria auto o moto.


















