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Il gup del tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha rinviato a giudizio Alfonso Russo, Loredana Scannelli e Romina Manzo, figlia di  Mimì Manzo, sparito l’8 gennaio 2021 a Prata Principato Ultra.

Russo e Scannelli rispondono di omicidio aggravato, Romina Manzo di favoreggiamento. la prima udienza il 17 febbraio davanti ai giudici della Corte di Assise di Avellino. All’udienza preliminare di questa mattina, assenti i tre imputati, mentre era presente Emilio Manzo, fratello dell’anziano scomparso. «Chi ha sbagliato deve pagare – ha detto – la giustizia deve fare il suo corso. Se hanno sbagliato, devono pagare tutti, compresa Romina». Poi però aggiunge: «Non credo che sarà lei a dover pagare».

Sulla sorte del fratello, Emilio Manzo è netto. «Io penso che mio fratello non ci sia più – continua – quella notte maledetta ci ha lasciato tanti pensieri e tanti interrogativi, ma non so cosa dire. Penso che sia stato ucciso». Nella precedente udienza, celebrata lo scorso 23 ottobre, il pm aveva formulato il nuovo capo d’imputazione e chiesto il rinvio a giudizio di Russo e Scannelli per omicidio aggravato e di Romina Manzo,, figlia dell’ex muratore, per favoreggiamento. Stessa richiesta avanzata dalle difese di parte civile, gli avvocati Nicodemo Gentile ed Ennio Napolillo. 

Per l’avvocato Rolando Iorio, che difende Scannelli, questo è «un processo senza alcun elemento di risconto alle supposizioni investigative. Tra l’altro, in venticinque anni di attività professionale, non ho mai visto due ragazzini prendere un corpo e in dieci minuti farlo scomparire». Gli fa eco l’avvocato Federica Renna, che assiste Romina Manzo,  che ha parlato di un semplice problema di memoria sugli orari, senza alcun ostacolo alle indagini. La ragazza, ha aggiunto, è pronta anche a un rinvio a giudizio, ritenuto ingiusto, pur di sapere dove sia il corpo del padre. Romina ha confermato di aver sbagliato all’inizio, perché confusa quella notte. Ha raccontato che Russo le disse: «Non lo cercare più, perché tanto è morto». Lì per lì non chiese spiegazioni. Dopo alcuni mesi, ad aprile secondo il suo ricordo, andò dai carabinieri a riferirlo».