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Canoni degli alloggi popolari a Napoli, ancora caos e proteste. Ad allarmare molti inquilini sono le bollette giunte in questi giorni, relative a conguagli e arretrati, inviate da Napoli Servizi. Sono denunciate presunte criticità su vari aspetti. Ci sarebbero casi di errori nei codici fiscali. Al punto da generare sospetti di scambi di persona. Altri contestano i rilievi sull’Isee, la cui mancata presentazione comporta il salto nella fascia più alta di reddito, con pesanti rincari sul canone. E al di là del merito, emergono storie di bollette choc. Al Rione Traiano ad esempio, è richiesto ad un’inquilina il pagamento complessivo di circa 66.000 euro. Fioccano le lamentele di ogni tipo, insomma. E parla di “decine e decine di segnalazioni” Giovanna Lo Giudice, consigliera della Municipalità Soccavo Pianura.

Un bollettino di Napoli Servizi da 66.000 euro totali

SU COSA PROTESTANO GLI INQUILINI

“A distanza di tempo dalle denunce istituzionali sul “pasticcio” dei conguagli straordinari per gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica a Napoli – spiega Lo Giudice -, la situazione non accenna a regolarizzarsi. Continuano infatti ad arrivare agli inquilini le comunicazioni da parte di NapoliServizi S.p.A. — da ultimo la nota prot. n. 0049927/26 del 14 ottobre 2026 — che intimano il pagamento di somme cospicue, nel caso specifico oltre 4.000 euro di conguaglio anagrafe utenza e quasi 2.000 euro di morosità per mensilità pregresse, senza tuttavia rispettare i minimi criteri di trasparenza e legalità amministrativa. Le nuove richieste evidenziano le medesime criticità strutturali già contestate, a partire dal totale difetto di motivazione e trasparenza in palese violazione dell’articolo 7 dello Statuto del Contribuente. La missiva intima il saldo di cifre elevate cumulate tra conguagli e presunte morosità pregresse senza offrire alcuna scomposizione analitica anno per anno, né indicare i criteri di calcolo o i mesi di riferimento specifici, una vaghezza che impedisce all’assegnatario di comprendere la reale natura del debito e di esercitare appieno il proprio diritto di difesa. Va inoltre evidenziata la natura incolpevole del presunto scostamento, in quanto l’accumulo di somme così rilevanti deriva spesso dal mancato aggiornamento periodico e biennale dei canoni basati sull’Isee da parte dell’Ente Gestore, come previsto dai regolamenti regionali, trasformando un’omissione amministrativa in un gravoso salasso per le famiglie”.

Un presunto errore nel codice fiscale dei bollettini di Napoli Servizi

Secondo la consigliera, “a ciò si aggiunge il fondato rischio di pretese su somme oramai prescritte”. “La genericità delle voci relative a canoni e mensilità pregresse, in assenza di un estratto conto cronologico dettagliato e di valide notifiche interruttive dei termini – sottolinea Lo Giudice -, fa sorgere il forte dubbio che vengano chiesti importi soggetti alla prescrizione quinquennale ai sensi dell’articolo 2948 del Codice Civile, e dunque del tutto inesigibili”. Alla luce di questo quadro, “che colpisce un tessuto socio-economico già fortemente provato dalla crisi e dal carovita – aggiunge l’esponente municipale -, si ribadisce con forza la richiesta agli organi competenti e all’amministrazione comunale di disporre l’immediato annullamento delle note viziate e la conseguente riemissione di nuove richieste trasparenti, analitiche e decifrabili anno per anno, previa verifica delle eventuali prescrizioni maturate sulle annualità più remote con lo stralcio delle somme non dovute, garantendo al contempo l’applicazione dei piani di rateizzazione a lungo termine fino a 120 mesi previsti dai regolamenti regionali per scongiurare ingiuste azioni di messa in mora”. E paventando per gli inquilini “la beffa oltre al danno” di dover sostenere spese legali, Lo Giudice “una reale mediazione e un forte senso di responsabilità”. Per molti residenti negli alloggi popolari il nuovo incubo è lo sfratto.

COSA RISPONDE NAPOLI SERVIZI

Sulle proteste, sui pressanti interrogativi, Anteprima24 ha interpellato Napoli Servizi Spa. La società in house del Comune di Napoli ha fornito la sua dettagliata risposta. “In applicazione dell’art. 22 del Regolamento Regionale n. 11 del 28.10.2019 e – premette la società – successive modifiche e integrazioni, che prevede la determinazione del canone mensile degli alloggi Erp sulla base della fascia reddituale risultante dall’Isee, Napoli Servizi S.p.A., d’intesa con il Comune di Napoli, nel corso dell’anno 2024 ha provveduto a informare gli assegnatari degli alloggi Erp dell’avvio del sistema di determinazione del canone su base Isee, invitandoli a richiedere la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu), documento necessario per l’ottenimento dell’attestazione Isee. La richiesta dell’Isee 2024 risultava propedeutica alla determinazione del canone di locazione per il biennio 2025/2026. Nel corso del 2026, a seguito della risoluzione di varie problematiche tecniche intercorse tra gli Enti coinvolti, gli utenti sono stati informati che, a decorrere dalla bollettazione del mese di giugno 2026, il canone sarebbe stato aggiornato sulla base dell’Isee 2024. Tale aggiornamento ha comportato la determinazione di eventuali conguagli a debito o a credito, derivanti dalla differenza tra i canoni addebitati con il precedente sistema di calcolo fino a maggio 2026, e quelli effettivamente dovuti in applicazione dell’Isee 2024 per il periodo decorrente dal 1° gennaio 2025. È stata altresì comunicata la possibilità per gli utenti di richiedere la rateizzazione delle eventuali somme dovute”. Contestualmente, Napoli Servizi ha invitato gli assegnatari degli alloggi Erp “a verificare la correttezza del codice fiscale riportato sugli avvisi di pagamento PagoPa già emessi; a segnalare tempestivamente eventuali anomalie o richieste di rettifica tramite posta elettronica agli uffici competenti di Napoli Servizi S.p.A”.

È stato “inoltre precisato che la mancata presentazione dell’Isee avrebbe comportato, come previsto dal citato Regolamento Regionale, l’inserimento nella fascia massima di contribuzione ai fini della determinazione del canone. Per gli utenti che hanno presentato l’Isee 2024 entro i termini indicati nella comunicazione, il conguaglio è stato calcolato con riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 maggio 2026. Per gli utenti che non avevano ancora provveduto alla presentazione dell’Isee entro il mese di giugno 2026, al fine di favorire il corretto aggiornamento della posizione reddituale, è stata concessa un’ulteriore proroga di tre mesi. Pertanto, per tali utenti, il conguaglio è stato determinato con riferimento al periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 30 settembre 2026″.

C’è poi la questione dei codici fiscali errati sui bollettini, con conseguente sospetto di scambio di persona. “Tali situazioni – afferma la società in house – possono verificarsi a causa di problematiche tecniche connesse allo scambio di informazione delle diverse banche dati informatiche utilizzate dagli Enti coinvolti. Proprio per tale motivo, come anticipato in premessa, Napoli Servizi aveva preventivamente invitato tutti gli utenti a verificare la correttezza dei dati anagrafici e del codice fiscale riportati negli avvisi di pagamento e a segnalare tempestivamente eventuali anomalie. Per tutti gli utenti che, entro il mese di giugno 2026, hanno segnalato errori o incongruenze, sono state avviate le necessarie verifiche amministrative e le conseguenti operazioni di rettifica. Pertanto, l’eventuale presenza di dati anagrafici non corretti non costituisce di per sé elemento idoneo a configurare uno scambio di persona, bensì una situazione suscettibile di regolarizzazione”. Napoli Servizi replica poi sul presunto difetto di motivazione e sulla possibile violazione dell’articolo 7 dello Statuto del Contribuente. “In particolare – spiega la società -, viene contestato che il bollettino non riporti una scomposizione analitica degli importi anno per anno, né i criteri di calcolo adottati o i mesi di riferimento. Per gli utenti che hanno ricevuto un avviso di pagamento relativo a “conguaglio canoni”, sul retro dell’avviso sono riportati il periodo di riferimento e il relativo importo oggetto di recupero. Altri utenti hanno ricevuto, oltre al conguaglio, un avviso di pagamento relativo a “morosità pregressa”. In entrambi i casi, gli utenti hanno la possibilità di richiedere agli Uffici Amministrativi Patrimonio di Napoli Servizi un dettaglio analitico delle somme richieste.

Altro capitolo: problematiche relative all’Isee. “Secondo quanto segnalato – riferisce l’azienda -, l’accumulo di importi rilevanti deriverebbe spesso dal mancato aggiornamento periodico dei canoni determinati sulla base dell’Isee. L’accumulo di importi significativi deriva dalla tardiva implementazione del sistema di calcolo dei canoni sulla base dell’Isee, determinata da problematiche tecniche e procedurali tra gli Enti pubblici coinvolti”. Ma al fine di “attenuare gli effetti economici derivanti dall’adeguamento dei canoni e ridurre l’impatto sugli assegnatari, nel luglio 2025 la Regione Campania ha previsto un abbattimento del 50% dell’incremento del canone determinato sulla base dell’Isee. Tale misura è stata adottata proprio per favorire una graduale applicazione del nuovo sistema di calcolo e limitare gli effetti economici derivanti dall’aggiornamento delle posizioni degli utenti”. Ulteriore tema: la presunta prescrizione del debito. “Con riferimento agli avvisi di pagamento relativi ai “conguagli canoni” – riporta Napoli Servizi -, sul retro degli stessi è indicato il periodo di riferimento delle somme richieste, dal quale è possibile verificare che non risultano maturati i termini di prescrizione. Per quanto riguarda invece gli avvisi concernenti le “morosità pregresse”, gli utenti possono richiedere un dettaglio analitico della propria posizione debitoria agli Uffici Amministrativi Patrimonio di Napoli Servizi oppure mediante l’apposita modulistica disponibile sul sito istituzionale della Società”.
Infine, “si precisa che sul sito istituzionale di Napoli Servizi S.p.A., nella sezione “Gestione Patrimonio”, è disponibile la modulistica dedicata agli utenti Erp, attraverso la quale è possibile presentare richieste di dettaglio della morosità, domande di rateizzazione dei debiti, nonché ulteriori istanze e segnalazioni relative alla propria posizione amministrativa. Tale documentazione è consultabile e scaricabile all’indirizzo www.napoliservizi.com”.