Rimane tesa la situazione negli alloggi popolari del Comune di Napoli, dove sugli inquilini stanno piovendo richieste di pagamento per conguagli e canoni arretrati. Alla denuncia di presunte anomalie, pubblicata su Anteprima24, ha fatto seguito la risposta di Napoli Servizi spa. Alla società in house, incaricata di gestire gli immobili, intende replicare Giovanna Lo Giudice, consigliera municipale a Soccavo Pianura, da sempre vicina agli inquilini Erp. “Faccio fatica a comprendere la risposta fornita da Napoli Servizi S.p.A – afferma -. in merito alle numerose contestazioni sollevate dagli assegnatari degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Anziché dissipare i dubbi, finisce per confermare alcune delle principali criticità denunciate. Ammette che l’applicazione dei canoni determinati sulla base dell’Isee ha subito ritardi dovuti a problematiche tecniche e procedurali tra gli enti coinvolti. Passaggio particolarmente significativo perché conferma che gli assegnatari non hanno alcuna responsabilità per il ritardo accumulato nell’aggiornamento delle posizioni. Resta quindi difficile comprendere per quale ragione famiglie già gravate da situazioni economiche complesse debbano oggi subire richieste di pagamento particolarmente onerose, originate da inefficienze amministrative che la stessa società riconosce essere estranee alla loro volontà e al loro comportamento”.
A detta di Lo Giudice, “la risposta appare inoltre insufficiente sotto il profilo della trasparenza”. Non sarebbe infatti “accettabile che, a fronte di richieste economiche che in molti casi raggiungono migliaia di euro, si pretenda che l’assegnatario presenti ulteriori istanze per ottenere il dettaglio del debito”. La consigliera insiste nel ritenere indispensabile mettere “i cittadini nelle condizioni di comprendere come sono stati determinati gli importi richiesti, attraverso prospetti chiari e completi che riportino annualità, mensilità, fascia reddituale applicata, criteri di calcolo e differenze generate dal conguaglio”. Allo stesso modo, Lo Giudice accusa la società di “totale assenza di una risposta puntuale sulla posizione degli utenti che hanno regolarmente presentato l’Isee nei termini previsti”. Secondo lei, “Napoli Servizi distingue tra chi ha presentato l’Isee e chi non lo ha presentato, ma non chiarisce cosa accada agli assegnatari che hanno adempiuto correttamente ai propri obblighi e la cui posizione risulta ancora oggetto di verifica o di allineamento delle banche dati”. E inoltre non verrebbe “spiegato se i conguagli notificati siano definitivi o provvisori, se le richieste di pagamento possano essere sospese nelle more delle verifiche e quali garanzie siano previste qualora emergano errori nell’istruttoria”.
D’altro canto, Lo Giudice considera disarmante la “questione dei codici fiscali errati riportati negli avvisi di pagamento”. Ciò avverrebbe perché “Napoli Servizi sostiene che si tratti di anomalie tecniche suscettibili di regolarizzazione e che esse non configurino automaticamente uno scambio di persona. Questa spiegazione, a dir poco singolare, non affronta il problema reale”. La consigliera sottolinea che “il codice fiscale rappresenta infatti l’identificativo univoco della persona nei rapporti con la Pubblica Amministrazione”. E se “un avviso di pagamento reca un codice fiscale diverso da quello dell’effettivo assegnatario, chi può garantire che anche l’intera attività istruttoria sia stata svolta correttamente?“. E ancora: “Chi assicura ai cittadini che l’attestazione Isee utilizzata per il calcolo, il patrimonio valutato, il reddito considerato, il nucleo familiare esaminato e la fascia reddituale attribuita corrispondano realmente all’assegnatario interessato e non ad altro soggetto?“. Su queste domande, pensa che Napoli Servizi non fornisca “alcuna risposta”. Secondo Lo Giudice, anzi, “qualora esista un errore nell’identificazione del soggetto destinatario della richiesta di pagamento, l’Amministrazione ha il dovere di dimostrare che tale errore abbia riguardato esclusivamente la fase di stampa dell’avviso e non le fasi precedenti del procedimento amministrativo”. E fino “a tale verifica, ogni richiesta economica rischia di essere fondata su presupposti incerti e contestabili”.
Alla luce di quanto evidenziato, al Comune e a Napoli Servizi viene reiterata una serie di richieste urgenti. Vale a dire: “La sospensione delle richieste di pagamento oggetto di contestazione; l’annullamento degli avvisi recanti dati identificativi errati; la trasmissione di prospetti analitici completi, dettagliati e facilmente comprensibili; la definizione delle posizioni Isee tuttora in fase di verifica; la verifica delle eventuali annualità prescritte; l’applicazione di strumenti di autotutela e di rateizzazione realmente sostenibili per le famiglie interessate”. Nel frattempo, si registra sempre fermento nel mondo delle case popolari.




















