Il calcio non aspetta, e l’Avellino lo sa bene. La sconfitta casalinga contro la Carrarese ha lasciato scorie che vanno smaltite in fretta, perché l’agenda dei prossimi venti giorni sembra scritta da un regista amante della suspense. Quattro partite, undici giorni di fuoco e un unico obiettivo: dimostrare che i Lupi non sono solo una comparsa in questo campionato di Serie B.
Il primo ostacolo si chiama Spezia. Sabato sera, al Picco, non si giocherà solo per i tre punti, ma per cancellare l’onta del 4-0 subito all’andata. Quello era un Avellino ancora in cerca di se stesso; oggi la squadra deve dimostrare di aver trovato quella solidità che allora mancò totalmente. Sarà un test di maturità fondamentale prima di affrontare il Cesena, un’altra “corazzata” che all’andata impose un secco 3-0.
Se il finale di gennaio sarà complesso, l’inizio di febbraio sarà proibitivo. La trasferta di Monza dell’8 febbraio evoca dolci ricordi legati alla prodezza di Raffaele Russo nella gara d’andata, ma i brianzoli, costruiti per dominare il torneo, cercheranno il riscatto davanti al proprio pubblico. Tre giorni dopo, l’11 febbraio, il Partenio-Lombardi si vestirà a festa (e di battaglia) per ospitare il Frosinone, l’attuale regina del campionato.
La svolta, ora, passa inevitabilmente per i volti “nuovi” e lo stato di grazia dei singoli. Il girone di ritorno mette in vetrina un Avellino profondamente mutato nell’anima e negli interpreti: se all’andata la manovra appariva sterile, oggi la fisicità di Favilli, l’imprevedibilità di D’Andrea e la fame ritrovata di un Tutino in formato deluxe offrono garanzie che prima erano semplici miraggi.
Resta però da sciogliere il nodo più intricato: quel paradosso tattico che vede i Lupi trasformarsi in “ammazzagrandi” contro corazzate del calibro di Venezia e Palermo, per poi sciogliersi inspiegabilmente negli scontri diretti con le rivali di pari fascia. È un cortocircuito che non sono più ammessi: se la squadra saprà confermare la propria vocazione al colpo grosso anche contro Monza e Frosinone, la classifica potrebbe finalmente riflettere le reali ambizioni della piazza entro metà febbraio.

















