Ottime notizie per l’intera filiera agricola e per il territorio campano. In data odierna è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) “Castagna del Partenio”. Questo traguardo rappresenta l’ultimo step procedurale prima dell’iscrizione definitiva nel registro europeo, e segue il successo della pubblica audizione tenutasi lo scorso 18 settembre (2025), alla presenza del MASAF e della Regione Campania.
Un record europeo per la Campania. Con l’ottenimento di questo nuovo marchio, la Campania compie un’impresa storica, diventando ufficialmente la regione europea con il maggior numero di denominazioni IGP dedicate alla castagna. La Castagna del Partenio si va infatti ad aggiungere alle altre quattro eccellenze territoriali già riconosciute:
- Castagna di Montella IGP.
- IGP Marrone di Roccadaspide.
- IGP Castagna di Serino.
- IGP Castagna di Roccamonfina.
- IGP Castagna del Partenio.
Grazie a questo eccezionale risultato, l’obiettivo dichiarato del Distretto della Castagna e del Marrone della Campania era quello di portare l’80% dei castagneti campani sotto l’egida del marchio di qualità UE.
Le caratteristiche della “Castagna del Partenio” e la sua storia.
L’area di produzione della “Castagna del Partenio” abbraccia ben 22 comuni ricadenti nel complesso montuoso del Partenio, estendendosi tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli.
Avella, Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Pietrastornina, Quadrelle, Roccabascerana, Rotondi, Sant’Angelo a Scala, San Martino Valle Caudina, Sirignano, Sperone, Summonte ricadenti nella provincia di Avellino; Arpaia, Arpaise, Forchia, Pannarano, Paolisi, ricadenti nella provincia di Benevento; Arienzo, ricadente nella provincia di Caserta; Roccarainola, ricadente nella provincia di Napoli
Il prodotto si distingue sul mercato per alcune caratteristiche inconfondibili: la facile distaccabilità della pellicola (episperma), la tessitura porosa e l’elevato grado zuccherino della polpa, quest’ultimo favorito dall’abbondante presenza di potassio nei fertili terreni di origine vulcanica dell’area. Le origini di questa coltura di eccellenza sono antichissime: la vocazione castanicola della zona si deve infatti all’opera dei monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine, che nel tardo medioevo selezionarono sapientemente le migliori varietà locali.
Il grande lavoro di squadra del Distretto, che ha promosso e sostenuto il Comitato promotore dell’IGP, gli attori territoriali, che ha visto un territorio vasto con 4 provincie coinvolte e 22 comuni dove si sono superati con non poche difficolta “ i CAMPANILI” oggi avvia un nuovo corso di valorizzazione della castagna e del suo territorio Campano.
Il dossier della castanicoltura campana e l’iter della Castagna del Partenio sono stati presentati come caso studio italiano d’eccellenza in occasione dell’evento “Eurocastanea”, che si è tenuto in Portogallo proprio in questo mese di settembre 2026.
















