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Non una questione tecnica, ma una ferita aperta nella storia e nell’identità dell’Irpinia. È questo il messaggio che arriva forte e chiaro dalla protesta pacifica organizzata a Montella in difesa del Convento Francescano di San Francesco a Folloni, luogo simbolo con oltre ottocento anni di storia.

Sabato cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo culturale e religioso si sono ritrovati  davanti al convento per manifestare solidarietà alla comunità francescana e ribadire il valore spirituale, storico e sociale di un sito che da secoli appartiene alla memoria collettiva del territorio.

La mobilitazione nasce in seguito alle recenti decisioni amministrative che prevedono la riconversione dell’immobile per ospitare un ospedale di comunità. Un progetto che, pur non essendo contestato nel merito, viene criticato per il metodo e per la scelta del luogo. Secondo i promotori della protesta, l’amministrazione comunale avrebbe ignorando una controversia giudiziaria ancora in corso sulla proprietà dell’immobile.

A suscitare particolare indignazione è stato l’episodio che ha visto Padre Marcus, priore del convento, identificato dalle forze dell’ordine mentre difendeva quello che i Francescani rivendicano come un luogo non appartenente al Comune, ma alla loro custodia storica e spirituale.

«San Francesco a Folloni non è vuoto, è vivo», ribadiscono gli organizzatori. Vivo nella preghiera, nell’accoglienza, nella continuità di una presenza che attraversa generazioni e che rappresenta uno dei pochi elementi capaci di unire l’Irpinia invece di dividerla.

La protesta intende essere ferma ma non violenta. Nessun muro contro muro, ma una richiesta chiara di rispetto: per i luoghi, per le persone, per la storia. Tra le domande sollevate dai manifestanti anche il confronto con altre emergenze infrastrutturali del territorio, come quella del Ponte Massaro, segnalato da tempo come a rischio crollo, per il quale – denunciano – le procedure sembrano procedere con lentezza ben maggiore.

A promuovere l’iniziativa è Info Irpinia, con il suo presidente Francesco Celli, che lancia un appello alla partecipazione: «La storia non si sgombera, la dignità non si identifica, le comunità non si mortificano. Difendere San Francesco a Folloni significa difendere l’Irpinia stessa».