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Cinque mesi dopo il furto, al Parco delle Acacie torna il defibrillatore. Il presidio salvavita è stato nuovamente installato grazie alla donazione dell’imprenditore atripaldese Giovanni Bolognese, raccogliendo idealmente il testimone dell’iniziativa promossa dai ragazzi di Officina 83042, che avevano donato alla città il dispositivo poi sottratto lo scorso maggio.

Alla consegna ha partecipato anche il sindaco Paolo Spagnuolo, che ha voluto sottolineare soprattutto il valore simbolico dell’iniziativa. “È andato perso un defibrillatore, ma l’esempio è rimasto”, ha spiegato il primo cittadino. Proprio quell’esperienza di solidarietà, secondo Spagnuolo, ha generato nuova sensibilità e spinto Bolognese a mettere a disposizione un nuovo apparecchio. Questa volta, però, sono state adottate maggiori precauzioni. L’area del parco, oltre ad essere nuovamente cardioprotetta, è videosorvegliata. Un deterrente contro eventuali nuovi atti vandalici e, soprattutto, un modo per tutelare uno strumento che in caso di emergenza può fare la differenza.

Il ritorno del defibrillatore si inserisce in un progetto più ampio dell’amministrazione comunale per rendere Atripalda sempre più cardioprotetta. Il Comune ha infatti acquistato altri due dispositivi: uno sarà collocato presso il Palazzo Civico, l’altro nella piazza principale. Ulteriori iniziative sono già in programma, anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni e dei privati, con l’obiettivo di estendere la presenza dei presidi anche ad altre strutture della città.

Soddisfazione anche da parte di Officina 83042. Il primo defibrillatore era stato acquistato con il ricavato della giornata di solidarietà “Dedicato a chi non c’è più“. Il furto aveva lasciato grande amarezza proprio perché aveva colpito uno strumento destinato all’intera comunità.

“Ho semplicemente seguito l’esempio dei ragazzi”, ha spiegato Bolognese, ridimensionando il proprio gesto. Un gesto che, però, consente oggi al Parco delle Acacie di riavere un presidio fondamentale e trasforma la risposta a un episodio di inciviltà in una nuova occasione di partecipazione e solidarietà.