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Quaranta minuti per scrivere una pagina di storia. L’Avellino Basket si appresta ad affrontare Cremona in una vera e propria “finale” che mette in palio l’accesso ai playoff di Serie A2. Un traguardo che, come sottolineato dal tecnico Gennaro Di Carlo, rappresenterebbe un risultato straordinario per la società e per la città.

Il coach non nasconde le insidie della sfida. Cremona arriva da un girone di ritorno di altissimo livello (12 vittorie e 6 sconfitte) e ha già dimostrato di poter colpire al Del Mauro. “È una squadra tosta, fisica, che usa la difesa per limitare il talento avversario –  ha spiegato Di Carlo – I numeri dicono che sono tra i migliori per palle recuperate, ma domani sarà una gara secca e le statistiche conteranno poco: serviranno cuore e lucidità”.

Il cammino dell’Avellino è stato finora una corsa a ostacoli, segnata da una sfortuna cronica sul fronte infermeria. Tra pubalgie, lo stop di Musini e le condizioni ancora da valutare di Grande, il roster è ridotto all’osso. “Siamo stati colpiti da infortuni che avrebbero azzoppato un elefante,” ha commentato il tecnico con una metafora efficace. “Eppure siamo ancora qui, pronti a giocarci le nostre carte. Faremo di necessità virtù, come abbiamo fatto per tutta la stagione”.

Occhi puntati sul nuovo arrivato Francis, apparso già molto motivato e integrato nei meccanismi della squadra. La sua capacità di lettura e il suo tiro saranno fondamentali, specialmente per liberare spazi a giocatori come Jurkatamm, definito dal coach il “differenziale” capace di spaccare la partita.

Ma l’arma in più dovrà essere il pubblico. Di Carlo ha lanciato un appello ai tifosi: “Sento una maturità crescente intorno a noi. Il fattore campo non è solo una frase fatta: l’energia della gente ci dà la sicurezza per osare di più in difesa e tirare con più convinzione. Domani vogliamo vedere un tifo caloroso“.

Raggiungere i playoff al secondo anno di Serie A2, in un campionato dal livello tecnico così alto, sarebbe la conferma della bontà del progetto avellinese. “Entrare nelle prime otto significherebbe assestarsi a un certo livello e programmare il futuro con forza –  ha concluso il coach – Non ci siamo mai arresi e non lo faremo domani. Siamo pronti ad azzannare la partita nel momento giusto”.