In occasione dell’apertura dell’ex Dogana di Avellino ( LEGGI QUI) I tre aspiranti sindaci di Avellino hanno chiarito il modello di gestione che individueranno in caso di elezione:
GIANLUCA FESTA
La Dogana dei Grani è simbolo della città. Sono orgoglioso del completamento di quest’opera: abbiamo consentito la redazione del progetto, seguito i lavori e ora li abbiamo ultimati. Riportiamo alla città un centro che riqualifica il centro storico e sarà cuore dell’economia e della cultura.
Dopo 31 anni, completare il progetto in 3 anni è un dato oggettivo. Ci sono stati piccoli ritardi, ma la nostra amministrazione ha redatto il progetto, consegnato e ultimato i lavori. Il primo atto della nuova giunta sarà la revoca della messa in liquidazione dell’ACS. La Dogana sarà gestita dall’ACS, che si occuperà di manutenzione e valorizzazione. Questo salvaguarda i posti di lavoro e garantisce una gestione efficiente.
LAURA NARGI
La Dogana è un monumento storico restituito alla città. Sarà un perno strategico delle politiche culturali, dialogando con altri luoghi come il Victor Hugo e Piazza Castello. Deve avere una funzione culturale, con partenariati con enti, associazioni e cittadini, e sarà la porta dell’Irpinia.
“L’ascensore non funziona ancora. Si poteva rinviare l’inaugurazione?”: Abbiamo fatto tanto negli ultimi anni. Oggi è un giorno importante: la città deve godere di questa realizzazione.
NELLO PIZZA
Con l’inaugurazione di questa mattina, l’Antica Dogana di Avellino viene restituita alla città. Ma la riapertura da sola non basta, serve dare a questo monumento storico una funzione ben precisa. Da questo simbolo di Avellino immagino scaturisca la possibilità concreta di costruire nuove opportunità per la nostra comunità. Un hub di innovazione sociale, lavoro e facilitazione territoriale, capace di mettere in rete istituzioni, imprese, associazioni e cittadini. Come pure favorire percorsi di lavoro autonomo, creazione d’impresa e sviluppo professionale, con particolare attenzione a giovani e donne.
Andremo a riattivare uno spazio carico di memoria collettiva e potenzialità grazie a un modello di gestione sostenibile e inclusivo. Valuteremo l’istituzione di una fondazione che si occupi della gestione della struttura, diventando riferimento per i cittadini, senza scopo di lucro.




















