A Piazza del Popolo l’atmosfera è quella classica delle grandi vigilie, dove l’entusiasmo per la vittoria elettorale lascia rapidamente il posto al realismo dei numeri e dei posizionamenti.
La strada che porta alla nascita della nuova giunta di Avellino si sta rivelando sempre più tortuosa per il sindaco Nello Pizza. Quello che sulla carta doveva essere un passaggio lineare, quasi naturale, si è trasformato in un risiko politico dove ogni mossa rischia di scoprirne un’altra.
Il nodo più stretto da sciogliere, in queste ore, si è aggrovigliato proprio sul versante della sinistra della coalizione.
Il focus delle tensioni ruota attorno a una precisa scelta di metodo e di uomini che il neo-sindaco aveva immaginato per dare peso politico all’esecutivo: l’ingresso in squadra di Giancarlo Giordano come assessore esterno. Un profilo pesante, quello dell’ex deputato, oggi riferimento regionali di Sinistra Italiana. probabilmente frutto di accordi chiusi tra i partiti ( segnatamente il Pd) già prima della vittoria di Pizza, e forse proprio in quegli ultimi giorni a ridosso dalla presentazione delle liste con i movimenti di Sinistra ancora restii a partecipare al campo largo.
Poi è nata la squadra “Avellino Città Pubblica” che ha messo insieme proprio tutte le anime della Sinistra e ha eletto ben tre consiglieri comunali, Francesco Iandolo, Antonio Bellizzi e Amalio Santoro.
Il ragionamento dei tre eletti muove da una rivendicazione di territorio e di consenso: dopo aver affrontato una campagna elettorale palmo a palmo, la richiesta è che l’assessorato di riferimento sia l’espressione diretta del lavoro svolto tra i cittadini, e non una designazione calata dall’alto, per quanto autorevole.
Nello Pizza sa bene di non poter sottovalutare questo malumore. Aprire la consiliatura con tre consiglieri di maggioranza già sul piede di guerra sarebbe un autogol pericoloso per la tenuta dei futuri consigli comunali. Da qui, la necessità di trovare una via d’uscita che salvi la faccia a tutti e garantisca la pace interna.
Nelle ultime ore, la diplomazia sotterranea ha così iniziato a far circolare con insistenza un nome alternativo, una carta di mediazione capace di disinnescare la crisi prima ancora che esploda: quella di Nadia Arace, da sempre fianco a fianco con Giordano con diverse consiliature alle spalle, compresa una candidatura a Sindaco.
Il suo ingresso in Giunta faciliterebbe anche il delicato calcolo delle quote di genere all’interno dell’esecutivo che, non a caso, Pizza sta continuando a pescare all’esterno: tra gli altri nomi circolati quello di Elvira Matarazzo, piuttosto che di Brunella Melchionna.




















