Petracca: “Campo largo e discontinuità con il passato per costruire un’alternativa credibile”
In vista delle prossime elezioni amministrative ad Avellino, Maurizio Petracca, consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico in Campania, indica nel campo largo il punto di partenza per la costruzione della coalizione di centrosinistra. Un percorso che guarda a modelli già sperimentati, come quello di Napoli con il sindaco Gaetano Manfredi, dove a una base politica solida si sono affiancate esperienze civiche.
E fa eco alle parole pronunciate prima di lui dal Segretario regionale dem, Piero De Luca presente oggi ad Avellino: “Bisogna partire dal campo largo, poi valuteremo se accompagnarlo con componenti civiche. Le amministrative sono completamente diverse dalle politiche e dalle regionali: ogni comunità ha le sue peculiarità e non esiste una soluzione valida per tutti». L’obiettivo, aggiunge, è tenere unita la coalizione e successivamente aprirsi «a quelle energie positive che possono arrivare dalla società civile e contribuire alla crescita del progetto».
Netta la posizione rispetto alle amministrazioni precedenti. «Siamo alternativi a quei mondi – afferma – abbiamo contribuito alla sfiducia di Gianluca Festa e poi di Laura Nargi. Non può esserci alcuna continuità con quelle esperienze».
Il Pd, ribadisce Petracca, sarà il partito guida della coalizione, ma il confronto con le altre forze di centrosinistra è considerato fondamentale: «Le altre forze politiche ci hanno più volte sollecitato ad avviare il percorso. Abbiamo pagato una fase di impasse legata al congresso provinciale, ma ora andremo avanti in maniera più spedita per arrivare a una sintesi».
Quanto alla scelta del candidato sindaco, Petracca richiama il valore della classe dirigente dem: «Abbiamo persone che hanno tenuto in piedi il Pd anche nei momenti più difficili. Tutte le ambizioni sono legittime, ma alla fine il candidato è uno solo e bisogna arrivare a una sintesi condivisa».
Sulle primarie, Petracca non chiude la porta: «Se non si riuscisse a trovare una figura unitaria, non vedo alternative alle primarie, uno strumento previsto dallo statuto del Pd. Prima, però, va fatto ogni sforzo per individuare una candidatura capace di mettere tutti insieme».




















