Una visita ai detenuti del carcere di Bellizzi, nel territorio di Avellino, nel segno del Natale e della prossimità. È quanto ha fatto Riccardo Luca Guariglia, Abate di Montevergine, che davanti alla casa circondariale ha rilasciato alcune dichiarazioni incentrate sul tema della rinascita spirituale, del perdono e della responsabilità condivisa.
«Il messaggio nasce proprio dal Natale – ha affermato – da questa festa che ci invita a stare più vicini alle persone, soprattutto a quelle che vivono uno stato di necessità, che hanno bisogno di una parola, di una presenza, persino di una carezza».
Per l’Abate, questo è «il modo più autentico per far nascere davvero Gesù nei nostri cuori».
Durante la visita, Guariglia ha spiegato di aver voluto portare ai detenuti «anzitutto la benedizione di Dio, insieme a quella della nostra cara Madonna di Montevergine», sottolineando l’intento di trasmettere un messaggio di incoraggiamento: «Desidero donare loro il coraggio di non abbattersi, perché per tutti esiste una possibilità di rinascita, soprattutto nel senso spirituale».
Una rinascita che, nelle sue parole, resta possibile anche dopo l’errore: «Anche se si è sbagliato, si può sempre ricominciare».
L’Abate ha ricordato precedenti esperienze di apertura del santuario di Montevergine al mondo carcerario, richiamando l’anno giubilare e, più recentemente, il Giubileo dei carcerati celebrato nel mese di maggio. «È stato un momento forte di Chiesa – ha dichiarato – una Chiesa che va incontro a tutti, senza discriminazioni, senza porte socchiuse, ma spalancando le braccia».
Infine l‘Abate è tornato anche sulla chiusura del Santuario di Montevergine: «Comprendo le difficoltà reali – ha affermato – ma insieme alle istituzioni e alla Prefettura ci siamo ripromessi di incontrarci subito dopo le festività per affrontare anche il problema sociale che riguarda tutti: Il problema eesiste ed è grande. So che i Comuni si sono mossi. ora attendiamo la Regione e poi il Governo”.



















