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Non ci siamo mai fermati». L’amministratore unico dell’U.S. Avellino, Giovanni D’Agostino, ha fatto il punto sul mercato biancoverde e sulla nuova stagione, soffermandosi sulle operazioni in entrata, sulla sostenibilità economica del club e sulle iniziative dedicate ai tifosi.

Sul fronte sportivo, D’Agostino ha spiegato che gran parte del lavoro è già stata completata.

«L’area tecnica ha lavorato intensamente e ha già effettuato molti movimenti. Abbiamo sostanzialmente utilizzato il budget previsto, ma resta ancora un margine per chiudere quelli che dovranno essere gli ultimi due colpi: un attaccante e un trequartista, così da completare la rosa».

L’amministratore unico ha escluso che il club sia condizionato da particolari situazioni in uscita.ca vene

«Le operazioni in uscita hanno già contribuito all’equilibrio del budget e non ci sono casi spinosi. Quando si fanno delle scelte bisogna essere consapevoli delle conseguenze, ma noi ci siamo sempre comportati correttamente e ogni situazione trova la propria soluzione».

D’Agostino è poi tornato sul valore del progetto che lega il club al territorio, sottolineando come la crescita dell’Avellino debba procedere di pari passo con quella dell’Irpinia.

«Il calcio è l’argomento di cui si parla ogni giorno, nei bar dei paesi e della città. Se davanti a una partita si parla anche della Cascata delle Marmore irpine, dei borghi o delle eccellenze del territorio, allora significa che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Tutto è collegato».

Secondo il dirigente, il compito della società è anche quello di trasmettere ai nuovi calciatori il senso di appartenenza.

«Quando arriva un giocatore da fuori spesso non conosce nemmeno cosa sia lo Sponz Fest o quali siano le peculiarità dell’Irpinia. Sta anche a noi raccontargli dove è arrivato. L’identità del club si costruisce ogni giorno. Se oggi tanti parlano dell’attaccamento alla maglia è perché c’è un lavoro quotidiano dietro».

Per D’Agostino la crescita dell’Avellino è strettamente legata a quella del territorio.

«Io vedo una società che cresce perché cresce anche il territorio. La Provincia affianca l’Avellino e l’Avellino trascina la Provincia. Noi siamo in Serie B, ma dobbiamo aiutare anche il territorio a crescere insieme a noi».

A proposito della categoria, il dirigente invita l’ambiente a mantenere equilibrio.

«La Serie B va affrontata con realismo. Dobbiamo crescere tutti insieme, senza alzare troppo le pretese. Poi i sogni fanno parte del calcio, ma bisogna costruirli passo dopo passo».

Sul piano economico, D’Agostino ha ricordato quanto sia impegnativo sostenere una società di Serie B.

«Non voglio fare vittimismo, ma il presidente meriterebbe di essere portato in spalla. Gestire un club di questa categoria comporta perdite importanti. Lo sbilanciamento economico esiste, come accade in quasi tutte le società calcistiche. Per raggiungere il punto di equilibrio servirebbero cessioni di grande valore ogni anno, ma oggi il calcio funziona così e noi continuiamo a investire con responsabilità».

Infine, spazio alle iniziative dedicate ai tifosi. Il 22 luglio sarà pubblicato il calendario della Serie B, mentre il 27 luglio prenderà il via la consegna degli abbonamenti sottoscritti dai circa settemila sostenitori biancoverdi.

Nella stessa occasione sarà lanciata anche la Branco Card, che avrà un costo di 15 euro e offrirà numerosi servizi e convenzioni, molte delle quali collegate al progetto del Passaporto Irpino. D’Agostino ha inoltre invitato le attività commerciali interessate ad aderire all’iniziativa, ampliando la rete di servizi destinati ai tifosi che seguiranno l’Avellino e visiteranno il territorio.

Guardando alla nuova stagione, l’amministratore unico si è detto fiducioso anche sotto il profilo tecnico.

«Partiamo da una base solida, con una squadra che ha chiuso l’ultimo campionato all’ottavo posto e che è stata ulteriormente rafforzata. Abbiamo inserito giovani con caratteristiche precise: forza, corsa e intensità. Vogliamo essere competitivi contro chiunque. L’Avellino deve avere la consapevolezza della propria storia: prima viene l’Avellino, poi tutto il resto».