La decisione del presidente uscente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane di indire le elezioni provinciali alla vigilia dell’eventuale ballottaggio in Comuni del calibro di Avellino e Ariano Irpino, ha acceso una vera e prpria tempesta politica in Irpinia, trasformando un atto formalmente tecnico in uno dei casi più discussi della recente vita amministrativa locale.
L’annuncio della convocazione del voto per la presidenza della Provincia di Avellino, con scadenza del mandato fissata a giugno, è stato presentato dallo stesso Buonopane come un passaggio “nel pieno rispetto dei termini istituzionali”.
Tuttavia, la tempistica scelta ha avuto un effetto immediato e dirompente: anticipando il voto in una finestra coincidente con le amministrative, si determina l’esclusione dal corpo elettorale dei rappresentanti di due centri fondamentali, Avellino e Ariano Irpino.
Si tratta di un elemento decisivo, perché nelle elezioni provinciali – di secondo livello – votano solo sindaci e consiglieri comunali, e il loro peso è “ponderato” in base alla popolazione dei comuni.
La coincidenza con il rinnovo amministrativo dei due principali comuni irpini produce una conseguenza politica rilevante: i loro amministratori, essendo in fase di transizione o non ancora eletti, non partecipano al voto provinciale.
Questo significa che per circa due anni quei territori rischiano di restare senza una rappresentanza diretta nel consiglio provinciale, configurando una sorta di “vuoto democratico” denunciato da più parti.
Non è solo una questione formale: Avellino e Ariano Irpino appartengono alle fasce demografiche più pesanti nel sistema di voto ponderato. La loro assenza altera quindi in modo significativo gli equilibri tra i blocchi politici
Lo mette in risalto il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera: “Stento a credere a ciò che, fino a ieri, pur temuto, potevamo solo immaginare»,afferma il sindaco. Indire le elezioni per il rinnovo della carica di presidente della Provincia di Avellino escludendo la città capoluogo e il comune più popoloso dell’intera provincia, dopo aver rinnovato — senza adeguata motivazione — il solo Consiglio provinciale poco più di un mese fa, rappresenta una scelta politica irriguardosa, oltre che un evidente sgarbo istituzionale nei confronti delle realtà coinvolte e di ciò che esse rappresentano».
Spera richiama anche il ruolo del suo partito, il Pd forza di maggioranza nella provincia e partito a cui Buonopane è ancora iscritto «Ancor più grave appare tale decisione se a promuoverla è un iscritto al Partito Democratic.Mi duole ribadire che, se tutto ciò — come temo — è dettato da un mero calcolo elettorale, si configura come un tentativo di compromettere il progetto del campo largo. E il Partito Democratico non può permetterselo”.




















