L’obiettivo stagionale è stato centrato, ma per l’Avellino Basket il “vero” campionato comincia ora. Archiviata la qualificazione, la formazione biancoverde si prepara ad affrontare la corazzata Fortitudo Bologna. Coach Gennaro Di Carlo non nasconde le insidie, ma traccia la rotta per i suoi.
Le sensazioni in casa irpina sono quelle di chi ha scalato il primo gradino, ma sa che la vetta è ancora lontana. “Siamo riusciti a entrare nei playoff, che era l’obiettivo che c’eravamo prefissati, e dunque c’è grande entusiasmo”, ha esordito Di Carlo. Tuttavia, il tecnico resta con i piedi per terra: “Dobbiamo affrontare una squadra molto forte. Cercheremo, con grande dignità, di impattare bene la serie e di crescere al suo interno”.
Il debutto avverrà in uno dei templi del basket italiano, il PalaDozza, contro una squadra che arriva alla sfida più riposata. Il coach, però, non cerca alibi: “Si giocherà in un’atmosfera meravigliosa. Il PalaDozza con i tifosi della Fortitudo è un impatto per chiunque, è molto ‘gustoso’ giocare a Bologna davanti a questo tipo di palcoscenico”. Sulla sosta prolungata degli avversari, il tecnico è netto: “La Fortitudo è ferma da una decina di giorni: è un fattore, ma queste sono le regole del gioco. Se avessimo voluto più riposo, avremmo dovuto qualificarci prima”.
Per l’allenatore, la chiave della serie non sarà solo tattica, ma soprattutto emotiva. “Le motivazioni sono tutto. Dobbiamo portare nella serie immediatamente l’agonismo mostrato contro Cremona nel quarto periodo. Senza questo impatto, è una serie che ci vedrà in grossa difficoltà: l’agonismo è un condimento che non possiamo non mettere sul tavolo”. Il tecnico ha poi analizzato i punti di forza dei bolognesi: “È una squadra molto ben allenata e organizzata, che fa del rimbalzo una delle statistiche chiave per controllare il ritmo della gara. Se non mettiamo grande voglia di resistere alle difficoltà che la Fortitudo ci costringerà ad avere, diventa tutto molto complicato”.
Ricordando la sfida giocata in terra emiliana a marzo, l’allenatore sottolinea il cambiamento del roster avellinese: “Oggi siamo una squadra profondamente diversa, abbiamo interpreti differenti. Francis ci dà un modo di giocare diverso, l’assenza di Dell’Agnello ci fa giocare diversamente e i minuti di Pullazzi sono aumentati”. Un cambio di assetto che dovrà tradursi in una prova di estrema precisione: “A marzo facemmo una partita consistente ma non fu sufficiente. Questo ci fa capire che il livello deve essere ulteriormente alzato. Dobbiamo avere una buona esecuzione in attacco e rimanere sui binari del piano gara per più tempo possibile. Sono partite che non lasciano spazio all’invenzione”.
Il tecnico conclude con un richiamo alla forza casalinga degli avversari, ricordando che la squadra emiliana ha il miglior record vittorie/sconfitte tra le mura amiche: “È un campo in questo momento assolutamente inviolato, i numeri danno il senso della difficoltà. Ma si giocherà una partita alla volta. Entriamo nella serie, cerchiamo di capire di cosa abbiamo bisogno e speriamo che i ragazzi acciaccati prendano ritmo per farne parte pienamente”.

















