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Non parla la mia lingua, ma comprende il mio cuore: bentornati a casa, amici a quattro zampe!”
Con queste parole il sindaco di Atripalda, Paolo Spagnolo taglia idealmente il nastro al ristrutturato e rifunzionale canile comunale.
Il canile comunale di Atripalda riapre ufficialmente le proprie porte ponendo fine a mesi di dibattiti e polemiche.

Con il rientro dei primi 22 ospiti a quattro zampe, temporaneamente trasferiti in altre strutture per consentire una complessa serie di lavori di ristrutturazione, la struttura cittadina riprende a pieno regime la propria attività. Una chiusura provvisoria che aveva acceso lo scontro politico e provocato dure critiche all’indirizzo dell’amministrazione guidata dal sindaco Spagnuolo, il quale ha però sempre rivendicato la necessità degli interventi per restituire un ambiente dignitoso e sicuro agli animali.

La struttura si presenta oggi completamente rinnovata negli spazi e nelle dotazioni. L’opera di Restyling ha puntato prima di tutto sul benessere termico e sull’igiene: tutti i box sono stati dotati di coibentazione per riparare i cani dalle temperature estive e dal freddo invernale, oltre a un sistema di erogazione idrica autonomo che garantisce acqua fresca sempre disponibile in ciascuno stallo. La nuova disposizione degli spazi permette inoltre una gestione più razionale degli ospiti, con moduli dedicati alla quarantena e una netta separazione tra i cani di taglia grande e il resto della popolazione del rifugio, affiancati da aree verdi interne ed esterne per lo sgambamento.

Al momento dell’accoglienza dei primi animali, insieme ai volontari e agli amministratori locali, il primo cittadino ha sottolineato come la riqualificazione rappresenti prima di tutto una scelta di civiltà per l’intera comunità. Nelle intenzioni della giunta, la struttura non si limiterà a svolgere la sola funzione di ricovero per i cani della città, ma potrà essere impiegata in futuro anche per rispondere a diverse emergenze del territorio, offrendo supporto ad altri animali — compresi i gatti — e aprendosi a iniziative a carattere sociale.

La nuova pagina del rifugio coincide anche con un cambio al vertice della gestione, affidata a Gilberto Soriano, già proprietario del canile Parco San Vito di Montella. Una scelta che l’amministrazione collega direttamente all’obiettivo prioritario delle adozioni. Con un tasso di affidi che ad Atripalda sfiora già il 60 per cento — uno dei dati più alti registrati in Campania —, la scommessa per il futuro punta a favorire stalli sempre più brevi e a incentivare le adozioni responsabili, azzerando sul lungo periodo i costi delle rette di permanenza a carico del Comune.