Non si è spenta l’eco del dolore dopo i funerali del piccolo Domenico: un pomeriggio di dolore che ha avuto come centro nevralgico Nola ma che si è propagato per tutto lo stivale. In tanti a dare l’ultimo saluto al piccolo guerriero e tra questi c’era anche l’avvocato Petruzzi che non ha mai abbandonato i genitori.
Tante istituzioni presenti, compresa Giorgia Meloni che non ha voluto far mancare la sua vicinanza. E poi tante figure della politica campana, come l’onorevole Borrelli che, in un lungo post, ha raccontato la sua visita a casa della famiglia Caliendo in compagnia del vicepresidente della Commissione Sanità della Campania, Carlo Ceparano. L’incontro con l’avvocato Petruzzi ha portato alla luce un documento importante, una lettera degli operatori del reparto di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi indirizzata alla direzione nella quale si denunciava un clima definito come ‘ostile e tossico’ per i comportamenti del dottore Guido Oppido.
Nel corso del lungo racconto è stato tirato in ballo anche l’altro chirurgo indagato, la sannita Gabriella Farina, specie quando l’onorevole Borrelli fa riferimento alle liste d’attesa molto lunghe per i pazienti pediatrici, ritardi evitabili negli interventi e potenziali rischi per la sicurezza dei piccoli pazienti. Motivi che hanno spinto l’avvocato Petruzzi a chiedere l’intervento dell’Ordine dei Medici di Benevento e Cosenza dove risultano iscritti i due chirurghi sospesi.
Di seguito il posto dell’onorevole Borrelli:
Al termine delle esequie del piccolo Domenico, mi sono recato a casa della famiglia Caliendo, dove in serata si è svolta anche una veglia insieme all’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi e al consigliere regionale di Alleanza Verdi-Sinistra, nonché vicepresidente della Commissione Sanità della Campania, Carlo Ceparano.
Durante l’incontro l’avvocato Petruzzi ha commentato un documento particolarmente grave: una lettera firmata da diversi operatori sanitari del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale Monaldi e indirizzata alla direzione generale dell’azienda ospedaliera.
Nel documento si denuncia un clima lavorativo definito “ostile e tossico”, caratterizzato – secondo i firmatari – da comportamenti aggressivi e intimidatori attribuiti al cardiochirurgo Guido Oppido, uno dei medici coinvolti nell’inchiesta sul trapianto.
Nella lettera si parla di urla, insulti, bestemmie, linguaggio offensivo e mortificazioni pubbliche sulle capacità professionali, episodi che avrebbero inciso pesantemente sul benessere psicofisico degli operatori sanitari e sulla qualità del lavoro in sala operatoria. I sanitari segnalano inoltre liste di attesa molto lunghe per i pazienti pediatrici, ritardi evitabili negli interventi e potenziali rischi per la sicurezza dei piccoli pazienti.
Per questo motivo il legale della famiglia ha chiesto l’intervento dell’Ordine dei Medici di Benevento e di Cosenza, dove risultano iscritti i due chirurghi sospesi.
Quella di Domenico è una tragedia che non può essere archiviata come un semplice incidente sanitario. Qui si parla di una possibile responsabilità gravissima.
La verità deve emergere fino in fondo – ha aggiunto – perché quando muore un bambino in queste condizioni non possiamo limitarci a parlare di fatalità. Lo Stato deve far sentire la sua presenza e garantire giustizia.
Per molto meno, dopo una mia denuncia, fu rimosso un primario che aveva chiuso un reparto all’Ospedale del Mare per fare una festa. In vicende come questa servono rigore e responsabilità. Il Monaldi si deve costituire parte civile nel processo e bisogna bonificare un sistema interno di gestione che appare compromesso.
Foto tratta dal profilo Instagram dell’onorevole Borrelli
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