Si è tenuto oggi, nella cornice della Rocca dei Rettori, il Consiglio provinciale convocato in prima convocazione, regolarmente insediatosi grazie al raggiungimento del numero legale garantito dalla presenza in aula dei consiglieri dei gruppi di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Assenti, invece, i due rappresentanti del Partito Democratico, Giuseppe Ruggiero e Raffaele De Longis.
Un Consiglio provinciale flash, svolto a ritmo serrato e senza alcuna discussione nel merito dei punti all’ordine del giorno. I lavori sono scivolati via rapidamente, in netto contrasto con quanto accaduto nell’ultima seduta di fine anno del 2024, che aveva fatto presagire tempi ben più lunghi e un confronto più articolato. Questa volta, invece, nessun intervento, nessun dibattito: solo votazioni e adempimenti formali, come se l’Aula fosse già proiettata oltre l’attuale fase politica.
Una sensazione rafforzata dall’orizzonte ormai vicino delle elezioni del 28 febbraio, che rinnoveranno il Consiglio provinciale e ristabiliranno nuovi equilibri politici e istituzionali. In questo quadro di transizione pesa, e non poco, l’assenza del Partito Democratico, che in questo momento storico appare come la forza politica più in difficoltà: fuori dall’Aula e, almeno per ora, anche dal gioco politico che conta.
Un’assenza che suona come un segnale chiaro, in attesa che le urne dicano se e come gli assetti cambieranno davvero. Resta però l’incognita di un’alleanza, quella del cosiddetto campo largo, che continua a mostrare tutte le sue contraddizioni. Noi di Centro, con Mastella, e il Partito Democratico convivono e governano insieme alla Regione, ma quando lo sguardo si sposta sulla Provincia e sul Comune emerge una frattura profonda, una distanza che appare oggi inaccorciabile. Un doppio binario politico che alimenta ambiguità e interrogativi, lasciando aperta la domanda su quanto questa intesa sia davvero solida o solo funzionale alle convenienze del momento.




















