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Riceviamo e pubblichiamo la nota di Ludovico Vessichelli, imprenditore beneventano e amministratore di Ansi Formazione S.r.l. che ha sede nei pressi di piazza Risorgimento nell’ex Palazzo Inail. 

“A Benevento fare impresa non è difficile. È quasi impossibile. E quando qualcuno riesce a farlo, senza aiuti pubblici, con investimenti propri e creando lavoro, invece di essere sostenuto viene ostacolato. È questa la denuncia di Ludovico Vessichelli, imprenditore beneventano e amministratore di Ansi Formazione S.r.l., realtà oggi riconosciuta a livello nazionale nel settore della formazione, partner di università italiane ed estere e punto di riferimento per migliaia di studenti provenienti da tutta Italia.

INVESTI, CREI LAVORO… E VIENI LASCIATO SOLO
Negli anni sono stati investiti fondi esclusivamente privati per riqualificare spazi, creare servizi, portare persone e opportunità in città. Questo significa economia reale, non parole.
Eppure, tutto questo, a Benevento non basta.

IL PARADOSSO: IL DEGRADO VIENE TOLLERATO, CHI INVESTE VIENE ATTACCATO
All’interno dello storico Palazzo INAIL, nel pieno centro cittadino, la situazione è fuori controllo: degrado strutturale, sporcizia e abbandono, infestazioni di ratti, odori nauseabondi, aree inutilizzabili e pericolose. Un contesto che non dovrebbe esistere nel cuore di una città. Ma il punto più grave è un altro.

ISTITUZIONI ASSENTI. MA PRONTE A OSTACOLARE
Non solo nessun intervento. Non solo nessuna manutenzione. Non solo totale irreperibilità.
Ma addirittura: contestazioni, segnalazioni e accuse per presunti abusi. Accuse che riguardano spazi che risultano chiaramente condominiali, e non occupazioni abusive.
Un comportamento che ha un solo effetto: bloccare, rallentare e ostacolare chi lavora e produce ricchezza per il territorio. Il caso più emblematico è il parcheggio: chiuso più volte senza motivo, reso inutilizzabile. trasformato in un’area di degrado, rifiuti e utilizzi impropri
Non un servizio. Non un supporto. Ma un problema in più.

COSÌ SI DISTRUGGE LA CRESCITA
Questa situazione sta producendo conseguenze concrete: difficoltà nell’accoglienza di partner nazionali e internazionali, disservizi per studenti e iscritti, limitazione reale della crescita aziendale. E tutto questo mentre si parla di sviluppo, rilancio e valorizzazione della città.

BENEVENTO: UNA CITTÀ CHE NON AIUTA, MA OSTACOLA
Il messaggio che passa è devastante: chi investe non viene aiutato, chi crea lavoro non viene tutelato, chi prova a restare viene messo in difficoltà. In una città dove il lavoro manca, è paradossale ostacolare chi lo crea.

NON CHIEDIAMO FAVORI. CHIEDIAMO DI NON ESSERE FERMATI
La posizione è chiara: non abbiamo mai chiesto aiuti pubblici. Abbiamo fatto tutto con le nostre forze. Ma oggi chiediamo una cosa semplice: non essere ostacolati.
Perché se anche chi crea occupazione, porta persone, investe sul territorio e rappresenta la città fuori dai confini locali viene trattato così, allora il problema è strutturale.

CONCLUSIONE: CHI RESTA, LO FA NONOSTANTE TUTTO
Benevento continua a perdere giovani, energie, imprese. E chi sceglie di restare lo fa per coraggio. Non certo per supporto. Perché oggi, in questa città, emergere è un’impresa.
Ma resistere lo è ancora di più. Viene spontaneo chiedersi come sia possibile che un ente come l’INAIL, che per missione tutela la sicurezza dei lavoratori e la salubrità degli ambienti di lavoro, possa consentire – o peggio ignorare – situazioni in cui quei principi vengono completamente disattesi.
Perché mentre si parla di prevenzione e tutela, qui si lavora tra degrado, incuria e condizioni che, più che favorire la crescita, rischiano di comprometterla, esponendo persone e professionisti a contesti che nulla hanno a che vedere con standard dignitosi.
Un paradosso tutto italiano, ma purtroppo molto beneventano: chi dovrebbe garantire sicurezza, oggi garantisce silenzio. E così, mentre le imprese cercano di costruire valore, si ritrovano a dover combattere non contro il mercato, ma contro l’abbandono”.