Libera Benevento ha ricordato, come ogni anno, le vittime della strage di mafia di Capaci sulla autostrada per Palermo. Il 23 maggio, da 34 anni in qua, non è un giorno qualunque. Alle 17.58 di quel 1992 infatti non furono piu’ possibili silenzi, equivoci o fraintendimenti sulla realta’ criminale della malavita organizzata e sul fatto che non era possibile far finta di niente e che era necessario per tutti prendere una posizione definitiva: o con lo Stato o con la mafia. Il sacrificio del magistrato Giovanni Falcone, della moglie, anch’ella magistrato, Candida Morvillo, e della scorta composta dagli agenti di Polizia Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicilio, sconvolse non solo l’Italia, ma il mondo intero: la feroce e bestiale vendetta di mafia contro i rappresentanti della legalita’ e della giustizia provoco’ una reazione sdegnata nel popolo degli onesti. Ed in omaggio a quegli uomini e donne, eroi del nostro Paese, fasci di fiori sono stati lasciati presso il Tribunale e la Questura di Benevento. A sottolineare anche che la società civile di Benevento non dimentica e non vuole dimenticare.
Il coordinamento provinciale di Libera, rappresentata oggi da Maria Rosaria Ricci e Antonio Iermano, ha voluto promuovere questa cerimonia con due distinti momenti. Presenti il Presidente del Tribunale di Benevento, Michele Russo, il Questore Giovanni Leuci, il magistrato Marilisa Capitanio. Quel tragico evento, che peraltro fu replicato pochi giorni dopo da un altro atroce evento, in tutto simile, ma nel centro cittadino di Palermo, contro un altro magistrato, Paolo Borsellino, amico fraterno di Falcone, e la sua scorta, costituisce una pagina nera e atroce della storia nazionale.
La referente di Libera, Ricci, ha con queste parole spiegato il senso del gesto di omaggio che tradizionalmente l’associazione compie: “La lotta alle mafie non deve finire, oggi sono mimetizzate nel nostro tessuto sociale ed economico. Un momento importante anche per ricordare a noi stessi cosa significa legalità e memoria. Il termine legalità è diventata memoria vuota, sedativa, di chi vuole mettersi a posto con la coscienza. Ma non può non essere coniugata con la parola responsabilità”. Ricci ha quindi aggiunto: “Una stagione che ha sconvolto gli equilibri anche della nostra società. Il 1992 ha rappresentato la stagione di tangentopoli, una stagione mai finita”. Ed ancora: “Le mafie sono cambiate non sparano, non fanno stragi pero’ pervadono la nostra società collusa con la politica. Memoria significa anche capire cosa facciamo per onorare chi ha perso la vita per difendere lo Stato”. Poi Ricci ha spostato la visuale sul livello locale: “Benevento e’ una falsa citta tranquilla. una citta’ che non si puo’ paragonare ad altre citta’ della Campania ma va preservate dalle infiltrazioni e dagli assalti dovuti alle nuove leggi. Parlo delle piazze di spaccio tenere alta la guardia e essere sentinelle del nostro territorio”.
Il Presidente del Tribunale Russo, nel prendere la parola, ha detto: “Ricordare alle nuove generazioni e noi stessi affinché si faccia memoria quotidianamente. Dobbiamo capire l’importanza e essere responsabili tutti a tutti i con chi lavora ogni giorno rischiando la vita e facendo nostro dovere, l’etica del dovere nell’applicazione della legge”.
Il questore Giovanni Leuci nel suo indirizzo di saluto ha ricordato il momento toccante e sensibile di questa giornata ricordando i servitori dello Stato.




















