Tempo di lettura: 4 minuti

Il blitz antimafia che all’alba di oggi ha colpito le ramificazioni della Sacra Corona Unita in Salento ha coinvolto anche la provincia di Benevento, a Montesarchio, dove Giuseppe Martena, 47enne già noto alle forze dell’ordine, si era trasferito da poco e risultava domiciliato. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce si sono recati nella sua abitazione sannita, ma l’uomo non è stato trovato: era tornato in Puglia, a Squinzano, il suo paese d’origine, per un controllo medico. Proprio lì è stato rintracciato e sottoposto agli arresti in carcere. Il 47enne, è attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Borgo San Nicola a Lecce, ed è difeso dall’avvocato Paolo Maci.

L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, ha portato all’arresto di 22 persone – 18 finite in carcere e 4 ai domiciliari – su un totale di 55 indagati, e al sequestro preventivo di beni per oltre 800 mila euro. Per eseguire le misure, all’alba sono stati impiegati oltre 100 militari, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, dal Nucleo Cinofili di Bari, dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari-Palese e da personale specializzato dell’11° Reggimento Puglia. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, traffico e detenzione di droga, rapine, usura, estorsioni, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso, e le indagini hanno evidenziato anche ruoli operativi femminili stabilmente inseriti nelle dinamiche dello spaccio.

L’inchiesta prende le mosse dalla cattura di un latitante di spicco della Sacra Corona Unita, Sergio Notaro, già condannato nel primo maxi-processo contro la frangia del clan De Tommasi, che aveva portato alla luce la rete di appoggio e la struttura delle frange mafiose attive tra Campi Salentina e Squinzano, oltre a ulteriori organizzazioni dedite allo spaccio nelle zone di Novoli, Trepuzzi e Casarano. Notaro, morto nel 2022, fu rintracciato in una dependance nelle campagne di Melendugno. Da quel momento l’indagine, denominata “Escape”, si è allargata ricostruendo la rete di favoreggiatori e i circuiti operativi delle frange mafiose attive sul territorio.

Le indagini hanno documentato un sistema collaudato: i proventi della droga venivano consegnati ai referenti locali e utilizzati per sostenere le famiglie dei detenuti e finanziare il clan, mentre durante la latitanza del capo la gestione operativa era affidata al figlio, incaricato di coordinare spaccio, estorsioni, prestiti usurari e rapine. Sono stati sequestrati circa 70 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana, oltre a un arsenale composto da pistole calibro 9 e 7,65, un mitra MP5, un fucile a canne mozze, un ordigno esplosivo da 2,5 chili e numerose munizioni.

L’inchiesta ha inoltre permesso di identificare uno degli autori della rapina ai danni di un avvocato di Trepuzzi nel 2019, quando tre malviventi armati e incappucciati avevano minacciato la famiglia per costringerlo ad aprire la cassaforte e portar via denaro, preziosi e orologi. 

I nomi dei destinatari delle misure

Gli arrestati in carcere sono: Giuliano Notaro, 35 anni, di Squinzano; Altin Avduramani, 52 anni, di Castro; Loredana Coluccia, 49 anni, di Trepuzzi; Carlo Coviello, 48 anni, di Trepuzzi; Pietro Fina, 63 anni, di Novoli; Federico Focillo, 41 anni, di Racale; Massimiliano Leuzzi, 52 anni, di Campi Salentina; Clemente Manni, 49 anni, di Trepuzzi; Tomas Manni, 43 anni, di Racale; Giuseppe Martena, 47 anni, di Campi Salentina; Simone Minutello, 37 anni, di Racale; Daniele Papa, 48 anni, di Trepuzzi; Salvatore Perrone, 59 anni, di Trepuzzi; Rebecca Perrone, 32 anni, di Racale; Massimo Scalinci, 50 anni, di Novoli; Cosimo Schiavone, 57 anni, di Salice Salentino; Marco Stifani, 33 anni, di Racale; Sara Tafuro, 42 anni, di Alliste. Ai domiciliari sono stati posti: Pasquale D.M., 37 anni, di Novoli; Gianfranco G., 53 anni, di Squinzano; Antony N., 30 anni, di Campi Salentina; Ettore Francesco Q., 54 anni, di Campi Salentina.