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Di nuovo in piazza, perché “l’acqua di Napoli non si tocca”. Il 7 maggio (ore 16:00), i comitati per l’acqua pubblica manifesteranno davanti al Consiglio comunale. A quell’ora, nella Sala Nugnes del Palazzo di via Verdi è previsto il Consiglio di distretto Napoli Città dell’Ente idrico campano. Una nuova protesta, dopo quella di due settimane fa.La mobilitazione si rende necessaria – spiega una nota del Coordinamento campano dei comitati per l’Acqua Pubblica e del Comitato Acqua Pubblica Napoli – a seguito del totale silenzio istituzionale da parte del Sindaco Gaetano Manfredi. Secondo gli attivisti infatti, “nonostante il sit-in dello scorso 21 aprile e le richieste inviate tramite Pec, l’amministrazione comunale non ha fornito alcuna risposta né ha convocato l’incontro richiesto dai cittadini e dai movimenti“.

In piazza, come sempre, è annunciato anche padre Alex Zanotelli. L’ultima volta si è incatenato ad un albero sotto Palazzo San Giacomo (nella foto). Al centro delle rimostranze, il destino di Abc, la partecipata di gestione delle risorse idriche. “L’obiettivo della protesta è chiaro e non trattabile – spiegano -: difendere il modello di gestione pubblica che ha reso Napoli un esempio nazionale”. Le richieste sono note, per essere state già formulate nel recente passato. Anzitutto, il rinnovo trentennale della concessione ad Abc Napoli. “Chiediamo – affermano i comitati – che all’Azienda Speciale venga garantito un orizzonte temporale di 30 anni, come già previsto nella convenzione con l’Eic, per la gestione del servizio idrico, permettendo una pianificazione seria e investimenti strutturali a tutela della risorsa”.

In secondo luogo, si invoca lo stop ad ogni trasformazione societaria, Un secco no all’ipotesi di una Spa, ma anche ad altre forme societarie di diritto privato. “L’acqua deve restare fuori dal mercato e dal profitto” ribadiscono gli attivisti. Altra richiesta: costituire il Comitato di Sorveglianza, previsto dallo statuto di Abc. “Un organo fondamentale che – sottolinea il Coordinamento campano – assicura la partecipazione dei cittadini ed il controllo sulla gestione pubblica dell’acqua”. Manfredi è inoltre invitato a rispettare la “volontà popolare”. Vale a dire: “Il Sindaco non può continuare a ignorare le istanze di chi difende l’esito del referendum del 2011 e la natura pubblica di Abc”. Gli attivisti avvertono: “Non accetteremo che il futuro dell’acqua a Napoli venga deciso nelle “stanze segrete” o attraverso il silenzio dilatorio”. Durante il sit-in, è indetta un’assemblea pubblica. Nel corso della riunione i cittadini potranno sottoscrivere la diffida al Comune di Napoli, redatta dal costituzionalista Alberto Lucarelli. Un atto teso “al riconoscimento delle nostre istanze“.