Acqua pubblica, a Napoli comitati di nuovo sul piede di guerra. Stavolta, l’accusa è rivolta direttamente al nuovo Statuto del Comune. Si definisce “inaccettabile” la modifica dell’articolo 67, “un atto che tradisce la volontà popolare di 26 milioni d’italiani del referendum 2011 e la natura stessa dell’azienda speciale Abc Napoli”. Per martedì 21 aprile (ore 17), il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica convoca un sit-in sotto Palazzo San Giacomo.
Secondo gli attivisti, la recente riforma statutaria aprirebbe “la strada alla possibilità per Abc di “assumere partecipazioni in società di capitali” e – afferma una nota citando l’articolo 67 – “stipulare convenzioni con soggetti privati””. Insomma, “è un attacco frontale al modello di gestione pubblica che ha reso Napoli un esempio europeo”. A non cambiare è la richiesta dei comitati: “No alla privatizzazione mascherata: Abc deve restare un’azienda speciale senza soci privati o logiche di profitto”. Al Comune, ancora una volta, si chiede il rinnovo della concessione per 30 anni ad Abc azienda speciale. “Siamo esterrefatti – dichiara il Coordinamento – dal comportamento di tutti i partiti di maggioranza che, dopo aver promesso il ritiro della delibera, hanno approvato il provvedimento voltando le spalle ai cittadini. E pensare che Gaetano Manfredi aveva promesso a padre Alex Zanotelli che non avrebbe mai toccato Abc azienda speciale sino a quando sarebbe stato sindaco di Napoli”. L’accusa, per nulla velata, è di uno “scippo ai danni di un bene comune fondamentale”. Se ne parlerà alla manifestazione di martedì, dove Zanotelli interverrà con il costituzionalista Alberto Lucarelli.
Agli attivisti risponde Sergio D’Angelo, presidente della Commissione Statuto e Regolamenti del consiglio comunale. La replica giunge, con un commento, direttamente sulla pagina Facebook del Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica. “Pur condividendo le vostre preoccupazioni, che – scrive il consigliere di Avs – per quello che mi riguarda però non risiedono nelle modifiche dell’art. 67. Lo statuto comunale è stato oggetto di una complessiva revisione, ma l’art. 67 è quello meno modificato dei nuovi 102 articoli. Vi invito a rileggere il vecchio statuto del 1991, (lo trovate nell’archivio storico del comune di Napoli) quello appena modificato, lo stesso che ha accompagnato Arin azienda speciale nella prima e nella seconda trasformazione e infine ha visto la nascita di Abc, cioè da ottobre1991 a marzo 2026″. D’Angelo sottolinea: “Al Capo II art. 55 comma 7 è testualmente scritto: “L’azienda speciale può costituire società di capitali o assumervi partecipazioni”. Praticamente lo stesso contenuto del nuovo art. 67, il cambiamento sostanziale sta nella numerazione”. A detta del consigliere, “si tratta di un semplice richiamo alla norma che effettivamente concede alle aziende speciali di promuovere o partecipare una spa e non il contrario ovviamente, cioè essere partecipati da una società di capitali”. D’Angelo, alla guida di Abc dal 2017 al 2021, dal canto suo assicura: “In quasi 35 anni questa regola non ha mai condizionato il destino del nostro acquedotto e nessuno l’ha mai considerata una minaccia evidentemente”. Quindi l’esponente di Avs rilancia la palla in un altro campo. Perché “piuttosto che ritenere inaccettabile e rischioso un cambiamento che non c’è stato, mi preoccuperei invece di promuovere urgentemente una discussione sul decreto 201 e sulla legge regionale n.15. Lì risiedono le vere insidie”. Ma intanto, è ancora scontro sull’acqua pubblica.




















