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Comitati per l’acqua pubblica in piazza per la terza volta nel giro di venti giorni. “Denunciamo il tentativo di mettere sul mercato Abc Napoli. L’accusa vibra nell’aria, annunciando il sit-in di protesta di domani 12 maggio (ore 17.00), sotto Palazzo San Giacomo. Sul punto, in passato il sindaco Gaetano Manfredi ha lanciato rassicurazioni, respingendo i sospetti. E a fine aprile Enza Amato, presidente del consiglio comunale, ha smentito ogni processo di privatizzazione della partecipata. A Manfredi però i comitati non credono più. Tanto da attribuirgli ormai “promesse da marinaio“. Con tanto di meme, pubblicato sui social, in abito da barcaiolo.

Sulla protesta del 12 maggio, al Comune di Napoli le bocche sono cucite, e non pervengono risposte. Ma nel mirino del Coordinamento regionale dei comitati per l’acqua pubblica c’è pure l’ultima riunione del Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano. L’Eic è l’autorità pubblica di governo del Servizio Idrico Integrato in Campania. Serve a pianificare l’intero ciclo dell’acqua, e riunisce tutti i Comuni della regione. Secondo gli attivisti, nella seduta del 7 maggio a Napoli si sarebbe “concretizzato il disegno del Sindaco di trasformare Abc (Azienda Speciale) in una Società per Azioni (SpA)”. Cioè “aprendo di fatto la gestione dell’acqua della nostra città al mercato con il rischio concreto d’ingresso ai privati”.

Non solo. Per i comitati, l’assemblea del distretto napoletano di 4 giorni fa sarebbe stata “illegittima”. Abbiamo assistito a una vera e propria farsa – sostengono -: nonostante le ripetute richieste dei consiglieri, il coordinatore del distretto non ha mai proceduto alla verifica del numero legale”. Secondo gli attivisti, in aula sarebbero stati presenti “solo 8 consiglieri, a cui se ne sono aggiunti 4 in videoconferenza, per un totale di 12″. E dunque, “essendo il Consiglio composto da 27 membri, il numero legale richiesto era di 14. La seduta non poteva e non doveva proseguire”. In merito, fonti dell’Eic negano l’illegittimità della riunione. “Il numero legale c’era – affermano -, gli organi deputati a verificarlo lo hanno accertato”. In ogni caso, si assicura: “La seduta era solo informativa, non sono stati adottati provvedimenti”. Ma per il Coordinamento la strada è tracciata: la mobilitazione andrà avanti. “I comitati e Padre Alex Zanotelli non si arrendono”, è la promessa. “Abbiamo già inviato – aggiungono – una diffida formale al Comune di Napoli, all’Eic e ad Abc, ribadendo tre punti non negoziabili”. Ovvero: affidamento del servizio ad Abc come Azienda Speciale per i prossimi 30 anni; l’assoluto divieto di trasformazione in SpA; l’istituzione immediata del Comitato di Sorveglianza “per garantire trasparenza e partecipazione cittadina”.