Un grande corteo pacifico, da viale Campi Flegrei all’ex Cementir. In migliaia sono scesi in piazza a Bagnoli, chiedendo “bonifica, spiaggia e bosco”. Attivisti, famiglie con bambini al seguito. L’America’s Cup? Guardata con diffidenza. Per molti qui è un cavallo di Troia. I residenti vogliono altro: sicurezza ambientale, risanamento. E nessuna gentrificazione, sospinta magari da bolle immobiliari. “Niente Coppa, Bagnoli non si tocca” gridano. “Vogliono trasformare questo in un quartiere per ricchi” ripete la gente. L’ultimo spettro è l’espulsione sociale dei residenti storici.
In testa al corteo lo striscione “Stop ai lavori della Vergogna”. Ce l’hanno con il cantiere dell’America’s Cup. Nell’area le polveri sottili sono ormai presenza fissa. All’altezza della spiaggia, i manifestanti si fermano. Lì sono in corso i lavori alla colmata. Li fronteggia un cordone di agenti in assetto antisommossa. Alcuni attivisti chiedono, e ottengono, di entrare. Prelevano un campione di colmata: la faranno analizzare da un laboratorio. “Altro che bonifica – accusa Mario Avoletto di “Mare Libero e pulito” -, sarà un nuovo avvelenamento e per questo non ci fidiamo delle istituzioni”.
Il clima generale è di sfiducia. Bagnoli si sente in credito verso lo Stato, e ora teme altre beffe. La manifestazione termina in un altro luogo simbolo, l’ex Cementir. C’è tempo anche per una polemica. In via Coroglio, una mano scrive con lo spray “Nella colmata mettiamoci Manfredi”. Al sindaco-commissario di governo arriva la solidarietà bipartisan di molti politici. Ma la politica, salvo qualche eccezione, a Bagnoli oggi non s’è vista.




















