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Polveri sottili a Bagnoli, dall’ultima rilevazione Arpac emerge la più alta concentrazione di tutta la Regione. L’Agenzia Regionale raccomanda pertanto di attuare “scrupolosamente” le misure per minimizzare le emissioni di polveri e inquinanti, elencate nel verbale dell’ispezione. Il sopralluogo è stato effettuato lunedì scorso nelle aree del cantiere per l’America’s Cup. Il rapporto dell’Arpac è stato inviato al sindaco Gaetano Manfredi e al commissariato di governo per Bagnoli, nonché al consigliere comunale Gennaro Esposito. Proprio Esposito il 26 gennaio aveva inviato una segnalazione all’Arpac e all’Asl Napoli 1. Il consigliere aveva raccolto un Sos dei residenti, allarmati dalle polveri del cantiere, le quali “invadono strade ed abitazioni”. Dopo le analisi Arpac, Esposito auspica “che si adottino tutte le misure necessarie a tutelare la salute degli abitanti di Bagnoli”. Per quanto riguarda le opere a terra, “il presente all’ispezione riferiva che – spiega il verbale – al momento, essendo il Piano di Monitoraggio Ambientale (…) in fase di definizione, le attività di monitoraggio non hanno avuto ancora inizio sia per le emissioni in atmosfera che per il rumore e che al momento si fa riferimento ai monitoraggi eseguiti nell’ambito del progetto opere in mare in conformità a quanto previsto nel piano di monitoraggio per queste ultime opere”. Relativamente invece alle opere a mare, questo il quadro rilevato dall’ispezione: “È stato elaborato il documento di revisione del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) – Gennaio 2026 che recepisce quanto prescritto in sede di conferenza di servizi allegato al decreto di approvazione n.10 del 01/12/2025; In data 08/12/2025 è iniziata la campagna di acquisizione mediante sonda multiparametrica della colonna d’acqua sulle n. 6 stazioní con punti fissi identificate secondo quanto prescritto; campionamento e prelievo della colonna d’acqua con analisi in laboratorio su n. 2 stazioni; sono stati elaborati i parametri di riferimenti early warning definiti sutla base dei dati già esistenti e precisamente il valore di 2NTU in prossimità della stazione Gaiola-Nisida e il valore di 25 Ntu in prossimità del pontile nord”. In aggiunta, si comunica: “A breve, prima dell’avvio delle operazioni di dragaggio, saranno installate n.2 sonde di tipo fisso per l’acquisizione simultanea dei parametri rilevati”.

Gli interventi richiesti dall’Agenzia regionale sono di varia natura. Tra le nove azioni indicate, una riguarda la limitazione di velocità per i tir diretti al cantiere, nelle strade prive di asfalto. Cioè una delle criticità denunciate da comitati e cittadini, nelle proteste delle ultime settimane, tra cui rientra il blocco stradale dei camion. Ecco la lista completa delle misure prescritte:
a) bagnatura delle piste sterrate e delle strutture oggetto di demolizione, al fine di minimizzare la formazione e la diffusione di polveri: il presente all’ispezione dichiarava che attualmente le operazioni di demolizione hanno interessato strutture interrate;
b) bagnatura periodica o copertura con teli (nei periodi di inattività e durante le giornate con vento intenso) dei cumuli di materiale polverulento stoccato nelle aree di cantiere: il presente all’ispezione dichiarava che viene effettuata attualmente solo bagnatura periodica dei cumuli;
c) utilizzo di barriere protettive, di altezza idonea, intorno ai cumuli e/o alle aree di cantiere più critiche, in particolare per le attività più prossime ai recettori esterni: attualmente hanno avuto inizio le operazioni di installazione delle reti antipolvere;
d) pulizia delle ruote dei veicoli in uscita dal cantiere: il presente all’ispezione dichiarava che attualmente viene effettuato solo manualmente e quanto prima sarà installato un impianto dedicato per il lavaggio delle ruote e delle parti basse dei cassoni degli automezzi; si precisa che all’arrivo degli scriventi si notavano sospensioni di polveri causata dai mezzi in movimento in prossimità del varco di uscita del cantiere;
e) limitazione della velocità dei mezzi sulle strade di cantiere non asfaltate (tipicamente 20 km/h): il presente all’ispezione dichiarava di aver collocato cartelli stradali all’interno del cantiere di limitazione della velocità a 10 km orari sebbene gli scriventi notassero che gli automezzi percorrevano le strade interne a velocità più sostenuta;
f) utilizzo corretto di mezzi e macchinari, e implementazione di una regolare manutenzione per garantire buone condizioni operative degli stessi: il presente all’ispezione dichiarava che le operazioni di lavorazioni sono nella fase iniziale e pertanto non c’è stato ancora necessità di effettuare manutenzione;
g) coprire con teloni i materiali polverulenti trasportati: all’atto del sopralluogo gli automezzi in uscita erano dotati di teloni chiusi di copertura dei cassoni;
h) lo stoccaggio di cemento, calce e di altri materiali da cantiere allo stato solido polverulento deve essere effettuato in sili (depositi, ndr) e la movimentazione realizzata, ove tecnicamente possibile, mediante sistemi chiusi: il presente all’ispezione dichiarava che attualmente tali attività di lavorazione non sono effettuate;
i) tenere conto della posizione dei recettori sensibili nella definizione del layout degli stoccaggi di materiali polverulenti in prossimità di aree residenziali: il presente all’ispezione dichiarava che le aree di stoccaggio sono state individuate sia in ragione dei ricettori sensibili esterni al sito, che in ragione delle tempistiche di intervento del progetto di bonifica, individuandole secondo la cronologia degli interventi di scavo (gli interventi in dette aree sono schedulate a tempi più lontani) negli interventi di demolizioni e smantellamenti, le opere soggette a demolizione e/o rimozione dovranno essere preventivamente umidificate: il presente all’ispezione dichiarava che al momento tali operazioni riguardano le sole strutture interrate come già sopra riportato”.

COSA DICE IL VERBALE ARPAC

Questo è invece il verbale dell’ispezione. Lo scorso 30 gennaio, l’Arpac ha installato presso Città della Scienza un laboratorio mobile. L’obiettivo è misurare le concentrazioni medie orarie dei seguenti inquinanti: ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono, biossido di zolfo, acido solfidrico, particolato atmosferico (PM1, PM2.5, PM4, PM10, polveri totali), benzene, toluene, xilene, metano e idrocarburi non metanici. I dati vengono pubblicati su base settimanale sul sito dell’Agenzia (https://www.arpacampania.it/laboratori-mobili). “Come può essere riscontrato consultando i dati già pubblicati – recita il verbale -, si segnala in via precauzionale che le concentrazioni di particolato atmosferico sono risultate particolarmente elevate nella giornata di lunedì 2 febbraio, in particolare fra le ore 6:00 e le 19:00. Tali valori non trovano riscontro nelle altre stazioni della rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria e hanno dato luogo ad un valore medio giornaliero del PM10 pari a 113 µg/m (microgrammi al metro cubo), nettamente superiore alla soglia di 50 µg/m³ che il D. Lgs. 155/2010 stabilisce non sia superata più di 35 volte in un anno”. Inoltre, “nei due giorni seguenti si sono ancora registrati superamenti di tale soglia (la concentrazione media giornaliera del PM10 il 4 e 5 febbraio è stata, rispettivamente, di 81 µg/m³ e 79 µg/m³)”. Ciò è avvenuto “in presenza tuttavia di un contributo sahariano che ha fatto registrare diffusi superamenti in tutta la Campania, con concentrazioni elevate anche nelle ore notturne”.

I verbalizzanti sottolineano: “È importante quindi che si ottemperi scrupolosamente alle prescrizioni previste impartite da Arpac in occasione dell’ispezione del 2 febbraio 2026, che a buon fine si allega, e siano adottati tutti gli adempimenti conseguenziali finalizzati a tutelare la salute dei cittadini esposti”. L’Arpac assicura che “continuerà a monitorare le concentrazioni dei diversi inquinanti per meglio valutare l’evoluzione della qualità dell’aria e a pubblicare i dati validati sul proprio sito istituzionale su base settimanale”. Alla fine del monitoraggio, si produrrà una relazione completa.

COMMISSARIATO GOVERNO: “MISURE IN ATTO DOPO SEGNALAZIONE ARPAC”

Un comunicato del Commissariato di governo Bagnoli Coroglio fa sapere che “sono in atto le misure di mitigazione a seguito della segnalazione di Arpac”, attivate “immediatamente” come previsto “dalla normativa vigente”. In particolare, si è proceduto “alla bagnatura delle piste sterrate e delle strutture oggetto di demolizione, al fine di ridurre la diffusione delle polveri”. È stata inoltre disposta “la bagnatura periodica o, nelle giornate caratterizzate da vento intenso, la copertura con teli dei cumuli di polveri stoccate e dei materiali trasportati”. Sono state adottate barriere protettive “di altezza idonea intorno ai cumuli e nelle aree di cantiere più critiche, nonché la pulizia delle ruote dei veicoli in uscita dal cantiere e la limitazione della velocità dei mezzi sulle strade di cantiere non asfaltate”. Alla Municipalità 10, è stata richiesta “l’apposizione di segnaletica specifica su via Coroglio, comprensiva di limitatori di velocità, dissuasori e bande gialle, ed è stata disposta la presenza continuativa di movieri”.