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È ancora scontro sui monitoraggi per i cantieri di Bagnoli, in vista dell’America’s Cup e non solo. Stavolta, al centro di una disputa c’è l’iniziativa dell’associazione Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli. La sigla civica già nel recente passato si è segnalata per analisi, rilievi e anche una diffida sulla qualità dell’aria nell’ex sito industriale. E oggi denuncia presunti “muri di silenzio dell’Arpac”. In una nota, l’associazione parla di “una frequenza di controlli ridicola, dati analitici relegati nei faldoni e un’anomalia tecnica inspiegabile”. Accuse seguite ad un accesso civico (Foia), grazie al quale ha ottenuto “documenti ufficiali dell’Arpac che smentiscono la rassicurante narrazione istituzionale”. Nel comunicato si opera una ricostruzione cronologica “dell’anomalia”, stando alle considerazioni di Cittadinanza Attiva.

Il “24 Marzo 2026: Prima giornata di campionamento Arpac. – si legge – I filtri della centralina di Via Coroglio registrano livelli di fibre di amianto inferiori alla soglia di quantificazione di 0,42 fibre per litro”. Il successivo “26 Maggio 2026: Seconda giornata di monitoraggio. I valori restano al di sotto della soglia di quantificazione”. Ad inizio “Giugno 2026: Ultimazione delle operazioni di capping sulla colmata, area dichiarata formalmente isolata”. Poi “11 Giugno 2026: Apertura del cantiere per l’innalzamento degli hangar da parte del team britannico GB1″. E a “fine Giugno 2026: Assegnazione delle aree di cantiere anche ai team Alinghi e La Roche Posay, con conseguente incremento dell’attività antropica e dei mezzi pesanti”. Inoltre, c’è la data del “18 Giugno 2026: Terza giornata di campionamento. Si registra un incremento significativo: la centralina di Via Coroglio rileva 1,67 fibre per litro, a fronte di una situazione stabile presso la stazione di Città della Scienza”. Cosa significa tutto questo? Per l’associazione il quadro merita una denuncia pubblica. Cittadinanza Attiva, infatti, “solleva pesanti interrogativi tecnici: le perforazioni e i carotaggi profondi per ancorare gli hangar hanno intaccato gli strati protettivi del capping? O le fibre provengono dagli scavi per i sottoservizi in un’area ormai caratterizzata da un viavai costante di più team sportivi e mezzi di cantiere?”. A detta dell’associazione, “tre giorni di monitoraggio in tre mesi sono una lotteria sulla pelle dei residenti”.

La valutazione non lesina preoccupazioni. “È inaccettabile che – sostiene Cittadinanza Attiva -, mentre i cantieri operano h24 e si susseguono gli insediamenti dei team sportivi, l’Arpac si limiti a monitoraggi così radi, secretando di fatto i dati e costringendo i cittadini a estenuanti accessi agli atti”. In più, l’associazione contesta “la narrazione istituzionale che promuove l’area per l’elioterapia, ignorando i rischi per i bagnanti in acque soggette a dragaggi continui e prive di adeguati controlli sui contaminanti“. La documentazione, inclusi i 6 rapporti di prova, viene messa disposizione degli organi inquirenti. Anteprima24 ha provato a chiedere chiarimenti all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania, chiamata a sorvegliare gli effetti dei lavori in corso a Bagnoli. L’ente ci ha fatto sapere che “le attività di campionamento sono state intensificate rispetto alla situazione fotografata dall’istanza di accesso” dell’associazione. L’Arpac ci ha comunque assicurato una “risposta più articolata” nei prossimi giorni. Restiamo dunque in attesa.