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Lavori a Bagnoli per l’America’s Cup, l’Arpac annuncia: sarà cercato anche l’amianto nelle analisi sulle polveri sottili. In una mail inviata all’agenzia il 19 marzo, infatti, Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli sottolineava l’assenza di uno screening sulle fibre di amianto aerodisperse. Un dato ricavato da precedente comunicazione dell’Arpac, con la quale l’agenzia elencava le sostanze al momento oggetto di analisi, nel monitoraggio a Bagnoli. In un ulteriore messaggio di riscontro all’associazione, ieri l’Arpac si è dichiarata “disponibile ad accogliere” la richiesta di Cittadinanza Attiva, relativa proprio all’amianto. Stando a quanto riferito, ora sta alle Asl di fornire indicazione sui siti dove effettuare il campionamento, nonché alle modalità dello stesso. “Precisando che – specifica l’Arpac – in mancanza di tali indicazioni l’Agenzia procederà ad effettuare i campionamenti presso i due laboratori mobili già installati”.

Per Cittadinanza Attiva, la decisione è “un atto dovuto”. Una integrazione “che la nostra Associazione – afferma una nota – aveva più volte richiesto attraverso atti formali e diffide”. Ricostruendo la vicenda, Cittadinanza Attiva parla della sua “denuncia di un paradosso”. I lavori di bonifica “erano già stati avviati con un piano di monitoraggio ancora “in fase di definizione” – spiega la nota -. Per mesi abbiamo incalzato gli enti con una serie di Pec e diffide, contestando un sistema che si limitava a “pesare” le polveri sottili (PM10 e PM2.5), senza analizzare cosa i cittadini stessero realmente respirando”. Rivendicando l’avvio della speciazione chimica a seguito delle “nostre note”, l’associazione evidenzia che tuttavia “l’amianto — il rischio principale per l’area di Bagnoli — era stato incredibilmente escluso”.

“Di fronte alla nostra ennesima diffida del 19 marzo 2026 – sostiene l’associazione – , l’Agenzia ha risposto tentando di presentare l’integrazione come un “venire incontro” alle richieste dei cittadini. Non accettiamo questa narrazione. Cercare l’amianto a Bagnoli è un obbligo di tutela della salute, non una cortesia”. Vinta una battaglia, Cittadinanza Attiva chiarisce “che questo non è affatto un punto di arrivo”. “L’inclusione dell’amianto – aggiunge la nota – è solo il primo passo per rendere il monitoraggio degno di questo nome. Continueremo a incalzare le istituzioni su ogni singola mancanza tecnica, perché la salute dei cittadini non può essere protetta con analisi parziali. Resteremo con il fiato sul collo degli enti preposti finché ogni rischio non sarà correttamente monitorato”.