Boom di tumori al polmone a San Pietro a Patierno e Miano, notificata diffida al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, “nella sua qualità di massima Autorità Sanitaria Locale”. A firmare l’atto sono Nicola Morra, presidente dell’associazione “Rosario Livatino”, e l’oncologo Antonio Marfella, presidente dei Medici per l’ambiente-sezione di Napoli. Manfredi è diffidato a compiere due azioni. Richiedere all’Arpac l’attivazione di un monitoraggio “costante e capillare” della qualità dell’aria, e dei livelli di inquinamento acustico ed atmosferico nelle aree adiacenti all’Aeroporto di Capodichino.
E poi a sollecitare l’Asl Napoli 1 e l’Istituto Superiore di Sanità “affinché avviino un’indagine epidemiologica mirata ed approfondita – recita la diffida – sui quartieri limitrofi, volta ad accertare le cause dell’anomalo eccesso di incidenza dei tumori polmonari“. L’atto riporta infatti i dati di “Iss e Airtum (Associazione italiana registri tumori, ndr)”, i quali – tra 2010 e 2022 – mostrerebbero “incrementi eccezionali rispetto alla media nazionale sia per i maschi che per le femmine”. Per le neoplasie polmonari maschili, a San Pietro a Patierno (173 casi/100.000 abitanti) viene segnalato un aumento del 166%, rispetto alla media nazionale. Tra le donne (43 casi/100.000 abitanti) si supererebbe del 43% la media. A Miano (168 casi/100.000 abitanti) saremmo a +158% tra gli uomini, a +93% tra le donne (58 casi/100.000 abitanti). “Tali evidenze – sottolinea la diffida – rendono scientificamente doveroso valutare la concausa ambientale oltre al semplice fattore tabagico“. Approfondimenti opportuni, secondo l’associazione, perché “considerata la combustione stimata di circa un milione di litri di cherosene al giorno a bassa quota, per il quartiere di San Pietro a Patierno si registra un impatto emissivo equiparabile a inquinamento indoor anziché outdoor”.

Gli stessi dati sono al centro di un esposto, inviato lo scorso settembre alle autorità locali, nonché alla Procura della Repubblica. Come pure trova spazio la foto di un “aereo “parcheggiato” ad altezza balcone a S Pietro a Patierno”, scattata al cosiddetto “Pizzo Casale”. Secondo l’associazione Livatino, “come si vede nitidamente, quella prospettiva è sbarrata e la coda di un aereo di linea incombe direttamente sopra i tetti delle case”. Sarebbe cioè “l’immagine plastica di una complessità urbanistica e ambientale con cui i nostri quartieri, primo fra tutti San Pietro a Patierno, convivono quotidianamente”. Senza trascurare “incredibili rischi di incidenti ed attentati con droni”.

Ma prima delle diffide, già nel recente passato l’associazione invocava la necessità di verifiche. “Con Pec del 22 luglio 2026 – riporta l’atto – sono stati posti all’attenzione delle Autorità competenti diversi dati, desunti da fonti aperte e dai registri tumori, dai quali è emerso che «i quartieri di Napoli più colpiti in assoluto da cancro del polmone e mesoteliomi, con valori che sono ai vertici di danno nazionale, sono i quartieri più vicini al maxi-aeroporto di Capodichino e al porto di Napoli»”. In quella circostanza “si evidenziava la sussistenza di un’urgente necessità sanitaria di agire in termini di prevenzione primaria”. Si ricorda inoltre come lo scalo aereo, “sorto originariamente per esigenze di difesa aerea prima della Seconda Guerra Mondiale, ha registrato nel 2025 ben 13.271.522 passeggeri, confermandosi come il sesto aeroporto più trafficato d’Italia”. A quella mail rispondeva l’assessore comunale alla Salute, Vincenzo Santagada, trasmettendo a sua volta una nota dell’Asl Napoli 1. L’azienda sanitaria esclude nessi tra l’attività aeroportuale e l’eccesso di tumori al polmone. Rassicurazioni ritenute non convincenti da Marfella. Le controdeduzioni dell’oncologo, quindi, confluiscono nell’esposto del 14 settembre scorso. Una pec cui, ad oggi, “non è pervenuto alcun riscontro” sottolinea l’associazione. “Né risulta – aggiunge la diffida – siano state intraprese indagini mirate o adottati provvedimenti cautelari a tutela della salute”. Da qui la decisione di diffidare Manfredi, e “per quanto di rispettiva competenza” l’assessore Santagada, il governatore Roberto Fico, i vertici dell’Asl e dell’Arpac.




















