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Acqua pubblica, salta la tregua tra comitati e Comune di Napoli. Una nota del Coordinamento Campano Acqua Pubblica annuncia “una nuova mobilitazione popolare”, per martedì 4 giugno, alle 16:00 in Via Verdi. Si tratta del quinto presidio in un mese e mezzo, convocato in concomitanza con la riunione del Consiglio di Distretto dell’Ente Idrico Campano (Eic). “All’ordine del giomo – sostiene la nota – c’è l’aggiornamento della concessione di Abc (Acqua Bene Comune) che apre la strada alla trasformazione dell’azienda speciale in Società per Azioni (S.p.A.) e l’aggiornamento tariffario che porterà a un probabile incremento delle tariffe idriche”.

Eppure, lo scorso 21 maggio i comitati annunciavano una fumata bianca a Palazzo San Giacomo”, dopo l’incontro con l’assessore Edoardo Cosenza. Ma a distanza di otto giorni, secondo gli attivisti sarebbero già svanite le rassicurazioni dell’amministrazione comunale. “I comitati – prosegue la nota – denunciano l’ennesima promessa tradita da parte del Comune di Napoli e del Sindaco Gaetano Manfredi. L’assessore Cosenza aveva garantito l’istituzione di un tavolo tecnico paritetico per discutere il mantenimento dello status giuridico di Abc come azienda speciale di diritto pubblico. Questo tavolo non è stato convocato, sostituito da decisioni calate dall’alto che mirano a smantellare un modello di gestione pubblica che funziona, non produce profitti privati e rappresenta un punto di riferimento studiato e invidiato in tutta Europa”.

A detta dei comitati, insomma, dietro l’angolo ci sarebbe lo spettro del cambio societario. Con l’acqua pubblica affidata ad una società per azioni, non più ad un’azienda speciale. “La trasformazione in S.p.A – affermano -. non è un mero cambio di dicitura formale, ma il primo passo verso la finanziarizzazione dell’acqua con il pericolo di aprire le porte ai privati nella gestione del servizio idrico a Napoli ed il rischio concreto di un peggioramento del servizio e di un esborso maggiore per le tasche dei cittadini”. Da tempo, peraltro, gli attivisti sono sul piede di guerra. Tra proteste e richieste di chiarezza al Comune, resta da fare luce anche sull’impatto delle riforme sui servizi pubblici locali. Il quadro normativo, infatti, è mutato con i governi Draghi e Meloni. Ma adesso, gli attivisti tornano in piazza.