Non c’è tregua. Non c’è respiro. Nell’area nord di Napoli il cronometro della morte ha segnato due rintocchi a distanza di appena nove ore, trasformando il sabato in un lungo corridoio di terrore che unisce Arzano e Marano. Dieci chilometri di asfalto che separano due mondi criminali diversi, ma accomunati dalla stessa, feroce decisione: le paranze hanno alzato il tiro, sfidando lo Stato in pieno giorno e tra la folla.
L’ultimo atto di questa giornata tragica si è consumato intorno alle 20:00 ad Arzano, in via Mazzini. Qui, la camorra ha agito con la spregiudicatezza delle nuove leve. Armando Lupoli, 39 anni, ritenuto vicino agli ambienti della “167”, è stato braccato mentre era alla guida. Un inseguimento da brividi: i sicari hanno affiancato la sua auto, esplodendo una raffica di colpi che non gli ha lasciato scampo nonostante il disperato tentativo di fuga. Lupoli è morto poco dopo l’arrivo in ospedale, lasciando la città avvolta in un silenzio carico di tensione. 
Nove ore prima, alle 11 del mattino, il piombo aveva già dettato legge a Marano. In via Svizzera, sotto il sole di un sabato qualunque, è caduto Castrese Palumbo, 79 anni. Lo “Svitapierno” era un nome che evocava il passato glorioso e cupo del clan Nuvoletta. Dodici bossoli a terra. Un’esecuzione che sa di epurazione interna o di un cambio di guardia brutale in un territorio che non riconosce più i suoi vecchi patriarchi.
Nonostante la spaventosa vicinanza temporale e geografica, le indagini procedono su binari paralleli. Gli inquirenti, per ora, escludono un filo diretto tra i due delitti: si tratterebbe di due conti aperti, due faide distinte che hanno deciso di esplodere nello stesso tragico giorno.
I carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna sono al lavoro senza sosta. Stanno setacciando ogni centimetro delle scene del crimine, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza e scavando nel passato recente delle vittime per individuare i mandanti.
Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli. I magistrati antimafia stanno incrociando i dati delle ultime intercettazioni per capire se questo innalzamento del tiro sia il preludio a una nuova guerra di camorra su vasta scala tra i clan dell’area nord.
Le paranze non si nascondono più. Sparano tra la gente, colpiscono obiettivi di alto profilo e lo fanno con una precisione che terrorizza. La sfida alle istituzioni è lanciata.
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Camorra, sabato di sangue nell’area nord di Napoli: due omicidi in nove ore
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