Un atto dovuto per tutelare la propria reputazione e quella di un’intera comunità: l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha annunciato e motivato nel corso della conferenza stampa al Circolo Internazionale (ex Nautilus), in Villa Comunale a Castellammare di Stabia, il ricorso al TAR della Campania contro il decreto del Ministero dell’Interno che ha disposto lo scioglimento dell’amministrazione comunale per presunte infiltrazioni camorristiche.
“È mio dovere difendere l’onorabilità e la reputazione mia personale e di chi insieme a me ha contribuito a governare la nostra città in questi due anni”, ha esordito Vicinanza davanti a una sala piena, muovendo un attacco frontale ai contenuti della relazione d’accesso prefettizia e mettendo in risalto le insanabili contraddizioni su cui poggia l’atto del Viminale. Inserendo il caso stabiese in una più ampia analisi critica sull’applicazione dell’articolo 143 del TUEL, Vicinanza ha denunciato come la procedura d’accesso sia un atto privo di qualsiasi tipo di contraddittorio per gli amministratori, definendo la norma sullo scioglimento “inadeguata e superata dopo oltre trent’anni” e citando il caso emblematico di Marano di Napoli — sciolto per ben cinque volte — per dimostrare l’inefficacia di uno strumento che non risolve i problemi e finisce per mettere in discussione la democrazia e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, proprio mentre in Parlamento giacciono ben cinque proposte di legge volte a modificarlo.
Entrando nel merito della relazione ministeriale, l’ex primo cittadino e l’avvocato Riccardo Marone hanno evidenziato l’assenza totale di addebiti di natura penale o di condotte illegali dirette a carico dei componenti della giunta o degli amministratori, bollando come illogica la tesi di una presunta “continuità” con la precedente amministrazione sciolta. Vicinanza ha infatti ricordato di aver lavorato in continuità semmai con i 28 mesi di gestione della commissione straordinaria presieduta dal prefetto Cannizzaro, confermando sia la segretaria comunale che i dirigenti scelti e posizionati proprio dai commissari e senza aver effettuato nemmeno un’assunzione durante i suoi 25 mesi di mandato.
Respinte con fermezza anche le accuse sul presunto “civismo criminogeno” legato alla formazione delle liste elettorali — definizione attribuita al dibattito politico promosso dall’eurodeputato dem Sandro Ruotolo — sottolineando come i consiglieri candidati ed eletti fossero perfettamente eleggibili per legge e ricordando che un’amministrazione comunale non dispone di poteri d’indagine o strumenti di intelligence per operare un vaglio preventivo sui singoli candidati oltre i controlli previsti.
Smontato anche il capitolo sui presunti condizionamenti negli affidamenti diretti: Vicinanza ha chiarito che l’importo dei lavori pubblici ammonta a circa 5,1 milioni di euro (e non ai 21 milioni citati impropriamente da alcune fonti) e che gli affidamenti sotto soglia necessitano comunque del certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura, documento formale a cui l’ente locale deve per legge attenersi; paradossale è stata definita l’accusa su un affidamento da soli 1.000 euro per un’ambulanza durante la festa dello sport a una ditta colpita da interdittiva antimafia solo successivamente, pretendendo dai sindaci una capacità predittiva impossibile.
Sul fronte della presenza del sindaco alla festa della Juve Stabia del 29 maggio 2024 per la promozione in Serie B, l’ex primo cittadino ha spiegato che l’evento era stato organizzato su maxi-schermo in accordo con le forze dell’ordine — presenti in città con oltre 200 uomini — e che l’intrusione a margine del palco di soggetti poi risultati controindicati, i quali si sono accodati per una foto di gruppo, non può costituire prova di compromissione, paragonando con amara ironia la vicenda alla foto del 2019 dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini con un capo ultras e chiedendosi retoricamente se per questo si sarebbe dovuto sciogliere il Viminale o i comuni di Milano, Torino e Roma per le infiltrazioni nelle tifoserie.
Rivendicando con orgoglio la vera discontinuità della sua giunta, Vicinanza ha elencato i risultati concreti nella lotta alla criminalità e nel sociale: l’esecuzione di 7 interventi di sgombero per complessive 11 famiglie occupanti abusive (a fronte dei 9 effettuati dalla gestione commissariale), l’inaugurazione e rifunzionalizzazione di tre beni confiscati alla camorra — la Casa di Iole, l’Infopoint e il centro di aggregazione giovanile a Scanzano nell’appartamento di un noto boss, oltre alla discoteca “La voce del sardo” pronta per l’inaugurazione con il prefetto Dario Caputo —, l’apertura di tre nuove scuole (a Postiglione e Scanzano) e il recupero dei fondi per la bonifica del Rione Savorito.
Lasciando in eredità all’attuale gestione straordinaria un piano di opere pubbliche da quasi 100 milioni di euro e ricordando come lo stesso presidente della Commissione Antimafia lo avesse definito pubblicamente un “sindaco di strada”, Vicinanza ha concluso denunciando il grave corto circuito reputazionale che la decisione del Ministero infligge alla città e riaffermando con forza che “gli stabiesi sono persone perbene, vittime e non complici di una camorra che opprime il territorio da cinquant’anni”, affidando ora al TAR il compito di ristabilire la verità storica e amministrativa.


















