Cremonese-Napoli ennesima trasferta a rischio stop, e gli ultrà napoletani scendono in piazza. La manifestazione è indetta per lunedì 22 dicembre, alle 13.00 in largo Berlinguer. Curva A e Curva B chiamano a raccolta i tifosi. “Non è sicurezza ma discriminazione” afferma sui social Emilio Coppola, storico legale degli ultrà azzurri.
La tifoseria del Napoli denuncia: “Due trasferte in un anno”. Di fatto un bando permanente, salvo eccezioni. Il 2025 può chiudersi in maniera emblematica. Per la trasferta a Cremona del 28 dicembre, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha sospeso il giudizio sulla gara. Ogni decisione è rinviata ad ulteriori valutazioni sul livello di rischio. Nel frattempo, è bloccata la vendita dei biglietti del settore ospiti. Per gli ultrà del Napoli è l’ultima goccia. Da qui, la scelta di protestare. “Vieni con noi dal sindaco – recita il volantino – al primo cittadino chiederemo con urgenza il cambio di residenza!”. Una provocazione, per attirare l’attenzione sul caso. Perché quello di Cremona potrebbe essere “l’ennesimo divieto senza senso”.
Ma c’è chi va oltre la questione calcio. “Sento in tanti pontificare e dire che in piazza non si deve scendere per il pallone – scrive l’avvocato Coppola -. La verità è che questa vicenda col pallone riguarda poco”. Il legale sostiene che “si tratta soprattutto di città a cui viene precluso sistematicamente un sacrosanto diritto”. Senza tralasciare l’aspetto patrimoniale, ricordando i tanti napoletani possessori della “tessera del tifoso”. E dunque, i soldi “spesi per un programma di fidelizzazione che – attacca Coppola – ci avevano detto avrebbe garantito la partecipazione alle trasferte“. Per il legale, ci sono due strade: “Attendere supini le decisioni delle articolazioni del Viminale o provare ad alzare la voce non per una palla che rotola ma per la nostra dignità!!!”. E lunedì, allora tifosi in piazza.




















