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Nessuna forma di tutela nel dl sicurezza per i militari dell’Esercito e delle Forze Armate impiegati nell’operazione Strade Sicure e nell’esercizio delle loro funzioni”. Un clamoroso dietro front dopo che queste norme erano state garantite da eminenti esponenti della maggioranza. A segnalare la fragorosa svita normativa è USMIA Esercito, il primo sindacato dei militari che aveva avviato da tempo una serie di interlocuzioni con rappresentanti parlamentari al fine di emendare norme specifiche a favore di chi, quotidianamente, opera a tutela della pubblica sicurezza. La misteriosa mano che ha espunto dall’atto senato numero 1818 gli emendamenti 11.03 e 11.11, grazie ai quali sarebbero state introdotte le “aggravanti” nei confronti di chiunque aggradisca i militari nell’esercizio delle funzioni ha creato, di fatto, un distinguo tra dipendenti pubblici nel decreto sicurezza – più volte sbandierato dalla compagine governativa come caposaldo delle tutele degli operatori – che, invece, si rivela essere l’ennesima beffa per gli uomini e le donne con le stellette. Nel decreto sicurezza sono, infatti, contenute norme che introducono le aggravanti nei confronti di chi compie atti ostili verso dipendenti pubblici nell’espletamento delle loro funzioni come il personale medico, infermieri, controllori ferroviari, personale scolastico e docenti. Tutti tranne per i militari! Una discriminazione frutto di una mera disattenzione o di una chiara volontà politica? E’ questo che USMIA Esercito chiede di chiarire al Governo, invitando i rappresentanti parlamentari ad una attenta riflessione e di intervenire nell’iter approvativo del decreto sicurezza in cui vengano apportate le opportune modifiche e integrazioni a tutela del personale delle Forze Armate.