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I risultati dell’autopsia spazzano via ogni squallido tentativo di arrampicarsi sugli specchi: se è vero che ogni persona ha il sacrosanto diritto a un processo equo e a una difesa legale, è altrettanto vero che la funzione del difensore dovrebbe essere quella di garantire la trasparenza del percorso giudiziario e far emergere la verità.
 
Non quella di inventare escamotage o ricostruzioni fantasiose per farla franca o alleggerire le condanne di criminali e assassini”.
 
Così, in una nota, il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli commenta l’esito dell’autopsia eseguito sul corpo di Jlenia Musella la ragazza uccisa con una coltellata dal fratello al culmine di una lite in casa.
 
Le risultanze dell’incidente probatorio confermano infatti i primi accertamenti eseguiti dagli inquirenti secondo i quali il fendente che ha ucciso la ragazza è stato sferrato tenendo saldamente in pugno un coltello e non lanciando l’arma, come invece sostenuto dal ragazzo, senza l’intenzione di provocare la morte.
 
“Tentare di camuffare un omicidio volontario dietro la scusa di un gesto accidentale, – dice ancora Borrelli – a distanza di mesi da quel tragico febbraio, è un insulto ulteriore alla memoria di questa ragazza e al dolore di chi la piange.
 
Davanti a questa brutale realtà, accertata dalla scienza medico-legale, non possono esserci sconti o attenuanti di sorta.
 
Ci aspettiamo che la magistratura proceda con il massimo rigore e che per l’assassino arrivi una condanna esemplare, senza alcuna scappatoia procedurale.
 
Chi strappa una vita in questo modo deve pagare fino in fondo”, conclude il parlamentare.